"La guardia svizzera Estermann uccisa perché sapeva di Emanuela Orlandi"

Pubblicato il 15 Novembre 2011 17:59 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2011 18:16

ROMA, 15 NOV – Dopo la richiesta di riapertura del caso dell'omicidio di Alois Estermann, il comandante della Guardia Svizzera ucciso con la moglie nel maggio 1998, avanzata da Muguette Baudat, madre di Cedric Tornay, il caporale accusato del delitto, Ferdinando Imposimato, magistrato che si e' occupato della scomparsa di Emanuela Orlandi, dice al settimanale 'Oggi', in edicola da domani, che Tornay era innocente e che la pista da seguire per quei delitti e' quella dei servizi segreti.

Secondo la ricostruzione vaticana, Tornay avrebbe ucciso il suo comandante per motivi di risentimento personale e si sarebbe poi suicidato. Imposimato sostiene invece che Estermann fosse una spia della Stasi e che, dopo aver subito un furto di dossier riservati, temesse per la sua vita, tanto da contattare l'agente di Gladio Antonino Arconte per ottenere asilo politico negli Stati Uniti. L'ex magistrato ritiene che Estermann avesse avuto un ruolo chiave nel sequestro di Emanuela Orlandi. ''Il primo a sospettare che fra le Guardie Svizzere ci fosse una spia fu Ercole Orlandi, il papa' di Emanuela'', afferma Imposimato ad 'Oggi'. ''Mi parlo' dei suoi sospetti perche', mi spiego', solo uno di loro poteva conoscere in tempo reale gli sviluppi delle indagini sul rapimento della figlia. E mi fece notare che l'alloggio di Estermann era in una posizione strategica, alla sinistra dell'ingresso di Porta S.Anna, in via di Porta Angelica. Sul terrazzo dell'appartamento c'e' un punto di osservazione formidabile: si vede sia via dei Pellegrini sia Porta S. Anna. E da questo varco passava tutti i giorni Emanuela. Quindi Estermann poteva vederla, annotarne orari, movimenti e abitudini. Per un esterno sarebbe stato impossibile''.