La Spezia, lega figlio di 16 anni al letto per non farlo uscire

Pubblicato il 8 agosto 2015 9:47 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2015 9:47
La Spezia, lega figlio di 16 anni al letto per non farlo uscire

La Spezia, lega figlio di 16 anni al letto per non farlo uscire

LA SPEZIA – Una madre di 509 anni esasperata dal comportamento del figlio adolescente, ha atteso che il giovane di 16 anni si addormentasse e gli ha legato i  polsi con delle fascette di plastica, quelle che solitamente vengono utilizzate dai malviventi durante le rapine in banca. I piedi invece li ha assicurati al letto con una cintura.

Dopo aver compiuto il gesto, la donna si è allontanata pensando di aver dato in questo modo la migliore lezione possibile al figlio. Ora la donna è stata denunciata. Racconta la vicenda Tiziano Ivani sul Secolo XIX: 

“Una lezione al figlio, un ragazzo che le ha creato diversi problemi. Andava male a scuola e frequentava brutte compagnie. L’adolescente non è riuscito subito a capire cosa stesse facendo la madre. Quando ha realizzato si è spaventato a morte. Era fuori di sé, si è accorto solo dopo un po’ che il genitore lo stava legando. Gli inquirenti sono convinti che la vicenda sia andata proprio in questo modo. Hanno ascoltato a lungo il ragazzo, spiegandogli che se avesse confermato le accuse, la madre avrebbe passato certamente dei guai. L’adolescente, ancora sotto choc, ha annuito e raccontato tutto del rapporto burrascoso con il genitore. Era scosso il giovane, seduto davanti a un assistente sociale e un poliziotto dopo essere riuscito a liberarsi e scappare dall’appartamento”

Mamma e figlio risiedono in Corso Cavour a La Spezia. La madre 50enne del giovane ora dovrà difendersi dall’accusa di tentata violenza privata commessa nei confronti del figlio minore.

“Il giovane, dopo essersi liberato, è uscito dall’abitazione. E’ scappato, raccontando poi alle forze dell’ordine quanto accaduto. Gli investigatori della Procura hanno ricostruito la vicenda in modo dettagliato. Ascoltando più volte tutti i testimoni. La donna, difesa dall’avvocato Mauro Boni, è convinta di poterne uscire pulita. Ha riportato una versione differente rispetto al figlio. Si è opposta al decreto penale di condanna emesso nei suoi confronti dall’autorità giudiziaria, e ora verrà processata. Il giudice per le indagini preliminari Diana Brusacà ne ha disposto il giudizio immediato. La prima udienza è fissata per il 7 settembre prossimo, sarà il giudice onorario Stefano Vita a decidere in merito alla vicenda”.