La trattativa, la pistola, l’agguato: Alfano dice ma non chiarisce

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 7 Maggio 2014 14:49 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2014 14:53
La trattativa, la pistola, l'agguato: Alfano dice ma non chiarisce

I soccorsi subito dopo la sparatoria prima della finale di Coppa Italia (foto Ansa)

ROMA – La trattativa, la pistola, l’agguato: il ministro dell’Interno Angelino Alfano parla della folle serata dell’Olimpico, ma non chiarisce i punti oscuri della vicenda.

La trattativa

Alfano ha detto che la trattativa non c’è stata: “La partita si sarebbe svolta comunque anche per scongiurare rischi da deflusso”.

Quale trattativa? Quella tra tifosi del Napoli (rappresentati da Genny ‘a Carogna, al secolo Gennaro De Tommaso), il capitano partenopeo Marek Hamsik, rappresentanti della Lega Calcio e rappresentanti della Questura di Roma.

Nello stesso giorno in cui Alfano ha parlato sono però uscite sui giornali addirittura le frasi esatte della trattativa tra Gennaro (“Se menti sappiamo dove sei”) e Hamsik (“Io ci metto la faccia”).

Questa la sequenza:

Hamsik: “Col tifoso morto noi stessi non ce la sentiremmo di giocare, ma ci hanno rassicurato che non è così”. Genny indica le guardie, gli odiati “sbirri” nella sua concezione, “Non ci prendete in giro, l’hanno ammazzato”, insiste. “Ci sto mettendo la faccia – dice Hamsik che dimostra sangue freddo e dignità – Ci sono dei feriti, e non sono gravi. E non è una questione di ultras, l’aggressione è avvenuta per altri motivi”. “Se ci menti sappiamo dove sei”. Genny ‘a Carogna alla fine si convince: “Va bene. Se ci metti tu la faccia, la metto anche io. Tanto tutti sappiamo dove siamo”.

La pistola

Poi c’è la questione della sparatoria avvenuta fuori dall’Olimpico prima della partita, quella per cui è stato arrestato l’ultras romanista Daniele De Santis.

Il questore in persona ribadisce: “Ha sparato una sola pistola“.

Ma alcuni testimoni sembrano pronti a giurare che le pistole usate sono state due.

L’agguato

La questione della pistola implica la nascita di un altro “caso”, quello dell’agguato. Secondo la Questura ha sparato una sola pistola, il grilletto è stato premuto da De Santis e quindi De Santis ha agito da solo.

Ma anche in questo caso le testimonianze dei presenti smentiscono questa versione ufficiale: insieme a De Santis, a lanciare petardi ai tifosi napoletani ci sarebbero state almeno altre otto persone. E uno di loro era armato, con casco integrale, era armato. Altri testimoni e un video confermano la presenza di romanisti col casco integrale (qualcuno ipotizza anche possano esserci stati alcuni laziali). Adesso il testimone racconta che uno di loro avrebbe esploso dei colpi in aria.