Ladri di tordi a Bergamo: furto da 30mila€. Allevamento Regazzoni spazzato via

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2014 10:02 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2014 10:02
Ladri di tordi a Bergamo: furto da 30mila€. Allevamento Regazzoni spazzato via

Ladri di tordi a Bergamo: furto da 30mila€. Allevamento Regazzoni spazzato via

BERGAMO – Si sono intrufolati di notte nel giardino della sua casa in via Ronchi a Bergamo e si sono portati via quasi tutti gli uccelli dell’allevamento. Al mattino, quando Renato Regazzoni, 67 anni, artigiano in pensione ed ex cacciatore, è andato nel capanno per distribuire il mangime, si è trovato dinanzi alla triste scoperta: erano rimasti solo due tordi. Il furto, del valore di 30 mila euro, si è verificato tra la notte di giovedì e venerdì della scorsa settimana.

Gli esemplari erano tutti tordi sasselli, tra i più pregiati in Lombardia: sono uccelli destinati alle gare di canto e fiere, alcuni considerati “maestri” e per questo più costosi: fino a tremila euro ciascuno. Regazzoni si è visto portar via, in una sola notte, tutta la sua attività, frutto di una vita di appassionato lavoro.

I ladri, racconta l’imprenditore all’Eco di Bergamo, hanno agito intorno alle due di notte, quando Regazzoni si trovava nella sua casa, in pieno centro storico, con moglie e figli:

“Ho sentito il cane da caccia abbaiare. Mi sono affacciato ma non ho visto nulla. E probabilmente i ladri, vedendo la luce accesa di casa, si sono nascosti. Non ho avuto alcun sospetto anche perché sono 40 anni che allevo uccelli e non ho mai subito furti. I ladri hanno trovato la chiave e senza particolare difficoltà sono entrati nello stanzino degli animali, hanno preso 39 dei 41 tordi, portando via quattro gabbie. Le altre le hanno lasciate per terra, prendendo solo i volatili”.

La speranza di ritrovare gli animali è legata alle telecamere di sorveglianza della banca Creberg che danno anche sulla strada di casa Regazzoni. Gli esemplari sono comunque identificabili tramite gli appositi anellini:

“Gli uccelli sono tutti identificati da un anellino – prosegue l’allevatore – ma di sicuro i ladri hanno già provveduto a toglierlo. Erano tutti uccelli di allevamento, di grande valore: quelli da richiamo per i cacciatori possono valere intorno ai 150 euro, ma c’erano anche due campioni di canto, che valgono migliaia di euro.

Undici erano utilizzati per i concorsi oppure erano “maestri”, ovvero selezionati su centinaia per insegnare ai novelli. Sono amareggiato perché erano il frutto di anni di passione e lavoro. So che soprattutto nel Bresciano furti di questo tipo sono frequenti e, tra gli allevatori, c’è timore. Vengono rubati e poi messi sul mercato, in Toscana o altre zone d’Italia”.