Lampedusa, accordo con Libia cestinato. E i migranti passano anche dai Balcani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 10:01 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 10:02
Lampedusa, accordo con Libia cestinato. E i migranti passano anche dai Balcani

(Foto Lapresse)

ROMA – Gli accordi con la Libia e la Turchia sono carta straccia. I migranti continuo a sbarcare in Italia, come conferma il naufragio mortale del 3 ottobre a Lampedusa. Arrivano dai paesi sub-sahariani, in particolare quelli del Corno d’Africa (Eritrea, Somalia, Etiopia) ma anche dai Paesi in guerra, come Siria, Iraq, Afghanistan, Nigeria, Senegal, Egitto, Tunisia. E oltre al Mar Mediterraneo, spiega Marco Ludovico sul Sole 24 Ore, passano dai Balcani.

Proprio per cercare di arginare i flussi via terra il ministero dell’Interno sta dialogando con Ankara. Ma l’intesa firmata nel 1998 su “Criminalità organizzata, terrorismo, droga, immigrazione clandestina” è stata totalmente disattesa.

Solo dal Mediterraneo in questi nove mesi del 2013 sono approdati sulle coste siciliane, calabresi e pugliesi 30mila migranti. Anche perché, scrive Ludovico, Cipro, Malta e Grecia aiutano “poco o per niente” di fronte all’immigrazione illegale.

Ad organizzare i traffici ci sono le katibe, scrive Ludovico, cioè delle formazioni paramilitari di struttura tribale. Oltre a cambiare le rotte a seconda della presenza dei controlli, i trafficanti usano mezzi potenti. Come la barca di 30 metri con scialuppa al seguito sequestrata a 107 miglia da Capo Passero (Siracusa) lo scorso 12 settembre dalla Guardia di Finanza. In quel caso il sequestro in acque internazionali è stato possibile grazie a una norma della Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta ai crimini transnazionali.

Ma quello che serve, sottolinea Ludovico, sono accordi con gli altri Paesi europei. Come il burden sharinguna ripartizione dei costi che servono a gestire l’emergenza immigrazioni. Solo che molti Paesi, soprattutto quelli che hanno già un alto numero di immigrati, non ne vogliono sapere.

Il timore è che adesso, finito il Ramadam e con le condizioni meteo e marine favorevoli almeno per tutto ottobre, gli sbarchi riprendano più che mai. Aumentando il rischio che si ripeta quello che è successo a Lampedusa il 3 ottobre.