Cronaca Italia

Lampedusa, ispettori Legacoop Sicilia: “Il centro sembra un lager”

Lampedusa, ispettori Legacoop Sicilia: "Il centro sembra un lager"

Un frame del video

PALERMO – Baracche disastrate, materassi ammassati, rubinetti rotti: insomma il centro di Lampedusa è una sorta di lager che d’accogliente non ha nulla: è quanto hanno appurato gli ispettori della Lega delle Cooperative che hanno effettuato un sopralluogo nella struttura di contrada Imbriacola, “che così com’è – dicono – non può continuare ad accogliere i migranti”.

L’ispezione è scattata dopo il video choc dei migranti costretti a spogliarsi all’aperto per il trattamento antiscabbia, immagini che hanno portato all’azzeramento dei dirigenti di ‘Lampedusa accoglienza’, la società che gestisce il centro e controllata da cooperative aderenti alla Lega. La responsabile di LegacoopSociali in Sicilia Angela Maria Peruca, il direttore regionale di Legacoop Pietro Piro e il vicepresidente regionale di Legacoop Filippo Parrino dopo due giorni di visita nel centro presenteranno un dossier. “Una cosa – dice Parrino – è la gestione del centro un’altra cosa è la gestione dei servizi. A “Lampedusa accoglienza” spetta solo la seconda. Nel centro abbiamo trovato baracche, materassi ammassati e rubinetti che non funzionano. Ma lo sapete che se dobbiamo cambiare un rubinetto noi non lo possiamo fare?”.

Nel corso dell’ispezione è stato verificato da parte dei funzionari di Legacoop il livello di preparazione ed efficienza fin qui mostrato dagli operatori. “E’ stato sempre molto elevato. Abbiamo verificato che il codice etico è stato attuato in ogni punto. Stiamo predisponendo un dossier storico su quanto fatto in tutti questi anni. Certo stiamo parlando di una struttura che è al collasso e realizzata per accogliere 250 immigrati, ma ne ha accolti anche 2 mila – aggiunge Parrino – Il passaggio dei migranti si vede in ogni angolo del centro. Adesso sappiamo che il ministero sta predisponendo dei lavori di ristrutturazione. Vogliamo sederci attorno ad un tavolo e decidere insieme un modello organizzativo da estendere a tutta la gestione dei centri dell’isola”.

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