Lampedusa, no inchiesta su soccorsi. Pescatore accusa: “Video invece di aiutare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2013 11:38 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2013 13:56
Lampedusa, no inchiesta su soccorsi. Pescatore accusa: "Video invece di aiutare"

Naufragio Lampedusa (Foto LaPresse)

PALERMO – Nessuna inchiesta sui soccorsi ai naufraghi di Lampedusa. La Procura di Agrigento smentisce così di aver aperto indagini su civili o militari che hanno preso parte al salvataggio dei naufraghi. Ma la polemica non si placa, con alcuni pescatori, tra cui Vito Fiorino, che si chiedono perché gli uomini della Capitaneria di Porto invece di aiutare i clandestini in difficoltà si siano messi a girare video.

Intanto i magistrati della Procura di Agrigento hanno spiegato che i superstiti identificati saranno indagati per il reato di immigrazione clandestina, un atto dettato dalla legge Bossi-Fini attualmente in vigore.

Ora nel centro di accoglienza di Lampedusa, che il governo ha proposto per il Nobel per la Pace, ospita oltre mille immigrati in una struttura che ne potrebbe contenere al massimo 300. E la mattina del 5 ottobre la presidente della Camera, Laura Boldrini, è arrivata per constatare con i suoi occhi la tragica situazione.

PROCURA SMENTISCE INCHIESTA – La Procura di Agrigento non ha aperto alcuna inchiesta sui soccorsi prestati in mare ai migranti che erano sul barcone naufragato due giorni fa al largo di Lampedusa. Lo si apprende da fonti giudiziarie sottolineando che alcun fascicolo è stato istruito né su civili né su militari e forze dell’ordine. Una denuncia, secondo quanto scrive il quotidiano La Sicilia, sarà presentata, invece, alla Procura militare di Napoli da un generale dell’aeronautica militare in congedo, Vittorio Scarpa, che ha annunciato l’iniziativa per fare chiarezza su chi e perché non avrebbe avvertito la guardia di finanza del naufragio. Secondo la ricostruzione del giornale, infatti, due motovedette delle Fiamme gialle sarebbero rimaste attraccate al molo Favaloro.

“VIDEO INVECE DI AIUTARE” – “Noi eravamo in otto sulla mia barca e ci siamo sbracciati per cercare di salvare quante più persone potevamo. Ne abbiamo portate in salvo 47. Ho visto su tutti i siti di Internet il video di uomini della Capitaneria di porto che riprendeva un salvataggio. Mi chiedo perché facevano riprese invece di salvare la gente?” Vito Fiorino, proprietario dell’imbarcazione Gamar che alle 6.30 del 3 ottobre è giunto per primo sul luogo del naufragio lanciando l’Sos alla Guardia costiera e ai pescherecci della zona, non riesce a capire tale comportamento.

Fiorino ha dichiarato: “Se la prendevano alla leggera non è così che si agisce mentre la gente bolle in mare. Hanno rifiutato di prendere a bordo qualche persona che avevamo già salvato perché il protocollo, hanno detto, lo vietava. Quando siamo tornati al porto carichi di naufraghi abbiamo visto la vedetta della finanza che usciva come se stessero andando a passeggiare. In casi del genere non si va con questi natanti enormi si va con barche piccole e veloci per pensare di salvare le persone”.

L’uomo ha poi concluso il suo attacco: “Il sindaco ha infangato i pescatori. Come fa a dire che un pescatore vede il fuoco in mare e non si dirige subito in quella zona? Dicono che i pescherecci hanno tirato dritto. Ma la Capitaneria ha chiaro il quadro della situazione, sa chi era e chi non era in zona e che tragitto ha compiuto; io non voglio lodi ma neanche essere infangato”.

BOLDRINI A LAMPEDUSA – Il presidente della Camera, Laura Boldrini, è arrivata al Centro di prima accoglienza e soccorso di Lampedusa la mattina del 5 ottobre, centro dove sono stipati oltre mille migranti a fronte di una capienza di 300 posti. Nella visita il presidente Boldrini è accompagnato dal sindaco dell’isola, Giusi Nicolini, e dal prefetto di Agrigento.

NUOVI ONDATA DI SBARCHI – Non si ferma l’onda lunga di migranti diretti verso l’Italia: la mattina del 5 ottobre sono stati trasferiti a Porto Palo 120 siriani che erano a bordo di un gommone intercettato il 4 ottobre a 140 miglia a sud di Capo Passero, soccorsi prima in acque maltesi da un mercantile battente bandiera panamense e poi trasferiti a bordo di due motovedette della Guardia Costiera a Porto Palo. Giunte in porto le due motovedette sono di nuovo salpate per raggiungere un altro barcone in difficoltà, segnalato a 28 miglia a sud di Porto Palo, sul quale si sarebbero circa 200 migranti.

ASSISTENZA MEDICA CLINICHE PRIVATE – L’ospedalità privata siciliana è disponibile a fornire assistenza sanitaria gratuita ai sopravvissuti della tragedia di Lampedusa. Le 55 case di cura offrono la loro collaborazione: “In un momento così drammatico non si può rimanere insensibili e inermi. Sentiamo il dovere civile e morale di contribuire, per quanto di nostra competenza, agli aiuti nei confronti dei profughi”, afferma Barbara Cittadini, presidente di Aiop-Sicilia. “Raccogliendo l’appello di Papa Francesco – aggiunge – a unire gli sforzi nel segno di una decisa collaborazione di tutti”.