Lampedusa. Papa Francesco tra i migranti (all’enciclica ci pensa Ratzinger)

Pubblicato il 8 Luglio 2013 10:21 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2013 11:16
Lampedusa. Papa Francesco tra i migranti (all'enciclica ci pensa Ratzinger)

Lampedusa. Papa Francesco tra i migranti (all’enciclica ci pensa Ratzinger)

LAMPEDUSA –Lampedusa. Papa Francesco tra i migranti (all’enciclica ci pensa Ratzinger). Una corona di crisantemi bianchi e gialli galleggia sul mare di Lampedusa, lo stesso blu terso dove migliaia di migranti anonimi sono morti per attraversarlo. L’omaggio solenne di Papa Francesco è il primo atto della visita a lampedusani e immigrati, un vero e proprio blitz. Poche cerimonie e e poche presenze “importanti”, ci sono giusto il sindaco, monsignor Montenegro di Agrigento e don Nastasi. Sulla motovedetta della Guardia di Finanza, diretto al Molo Favaloro dove l’aspettano una cinquantina di immigrati, c’è monsignor Georg, unico tramite simbolico con il predecessore Ratzinger.  Sono tutti africani, quasi tutti giovanissimi, il papa stringe la mano di ognuno di loro.

Papa Bergoglio ha messo la firma sotto l’ultima enciclica “Lumen Fidei”, un lavoro nel quale si riconoscono, all’80%, i motivi, lo stile, le preoccupazioni teologiche dell’ex pontefice. La percentuale di tasso ratzingeriano nell’enciclica a quattro mani la si deve a Luigi Accattoli sul Corriere della Sera:

L’enciclica è «quasi tutta» di Benedetto e la stima dell’apporto di Francesco — azzardata dagli addetti ai lavori — è di appena un dieci per cento del totale: circa 8 pagine su 80, ma sufficienti perché si possa dire che il documento ha la ricchezza dottrinale di Papa Ratzinger e il calore comunicativo di Papa Bergoglio.

Il 100% della sua impronta, di “calore comunicativo” il papa argentino preferisce metterla viaggiando, pregando, testimoniando:

5 x 1000

Il primo viaggio di Francesco punta a scuotere l’occidente dall’indifferenza di fronte all’olocausto nel mare. Francesco celebra il funerale delle 25mila vittime dei «viaggi della speranza», terremotando ogni protocollo per incontrare i sopravvissuti e rendere omaggio al cimitero in cui le mani misericordiose del parroco e dei pescatori hanno dato sepoltura ai corpi restituiti dal mare. (Giacomo Galeazzi, La Stampa)

Almeno 15 mila persone, tra isolani, turisti e pellegrini, si sono radunate per la messa che il Pontefice celebrerà da un altare ricavato da una barca. Dirà messa stringendo un calice di legno. Non teme il paragone con Savonarola. Celebrerà messa secondo l’ingiunzione che il monaco moralizzatore prescrisse durante una famosa predica nella domenica d’Avvento 1493, contro lussi e depravazione in Curia, da Alessandro VI in giù:

I prelati si rinchiudono nella loro dignità e disprezzano gli altri; pretendono che ci si inchini davanti a loro; essi vogliono occupare le prime cattedre nelle scuole e nelle chiese. Amano che si vada loro incontro, il mattino, al mercato, che li si saluti con l’appellativo di «maestro» (…). Non pensano ad altro che alla terra ed alle cose terrene, delle anime non si preoccupano minimamente. Nei primi periodi della Chiesa, i calici erano di legno ed i prelati erano d’oro; oggi invece, la Chiesa ha calici d’oro e prelati di legno (Gerolamo Savonarola, omelia)