Lampedusa, superstiti del naufragio identificati e indagati per “clandestinità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2013 13:41 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2013 13:47
Lampedusa, superstiti del naufragio identificati e indagati per "clandestinità"

(Foto Ansa)

AGRIGENTO – I superstiti del naufragio di Lampedusa saranno identificati e indagati per immigrazione clandestina. Il reato prevede come pena massima una multa di 5.000 euro.

La Procura di Agrigento spiega che nessuna iscrizione è ancora stata effettuata, ma ci sarà perché è un atto dovuto, spiegano i magistrati, legato alla legge anti-clandestini in vigore. 

La questione riapre la già delicata questione dell’applicazione della legge Bossi.Fini, legge fortemente criticata dopo le recenti vicende di Lampedusa. Per il ministro della Pubblica Amministrazione, Giampiero D’Alia, è necessaria una legge speciale: “Occorre dare sostegno all’amministrazione comunale e alla comunità di Lampedusa. Penso sia necessario che il Governo e la Regione facciano una legge speciale per Lampedusa, dando un segnale concreto, oltre alla vicinanza, al lutto nazionale e alla sua candidatura al Nobel per la Pace”.

Il ministro D’Alia ha poi aggiunto: “Serve un gesto concreto perché il Comune ha bisogno di strutture e mezzi e penso che su questo punto ciascuno di noi deve fare la propria parte”.

Diversa l’opinione di Roberto Maroni, segretario della Lega Nord e governatore della Lombardia, che come Umberto Bossi continua a difendere la legge:  “Cambieranno la Bossi-Fini? Mi auguro di no, sono tutte discussione ipocrite che sia colpa della Bossi-Fini quello che è accaduto. Semmai – ha aggiunto a margine dell’inaugurazione della fiera di Varese – la colpa è di chi non fa gli accordi internazionali che io ho fatto, per pattugliare le coste e impedire le partenze. Il principio che chi viene qui deve avere un lavoro  e non essere mantenuto”.