Lampedusa non vuole più pagare: “Iva e tasse? Non sganciamo un euro”

Pubblicato il 27 Giugno 2012 14:01 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2012 14:01

PALERMO – “Non ho soldi da dare allo Stato, e nemmeno tutte queste persone che sono qui”. Angelo Mandracchia, direttore del camping “La Roccia” e presidente dell’associazione imprenditori, l’ancia l’appello. A Lampedusa nessuno ha la minima intenzione di pagare l’Iva, i contributi, le rate dei mutui. Tutto quello che nell’aprile del 2011, causa emergenza sbarchi, fu congelato con un decreto della presidenza del consiglio dei ministri per venire incontro agli albergatori e agli operatori economici che urlavano al disastro. Una parziale moratoria fiscale fino alla fine dell’anno, poi prorogata al 30 giugno del 2012. Ora mancano tre giorni alla scadenza e l’intera isola non ha nessuna intenzione di versare i tributi.

“Siamo come i terremotati dell’Aquila”, scandisce il presidente della Federalberghi Lampedusa, Giandamiano Lombardo, che ha firmato un appello indirizzato al sindaco in cui si chiede la proroga dell’esenzione fino al 2013 e la riduzione dei tributi arretrati del 40%, “come già attuato nel patto di stabilità dei comuni abruzzesi”.

Ma che il governo Monti sia disponibile a venirgli incontro appare molto improbabile. Ma a Lampedusa ovviamente non ci stanno: “Non paghiamo, non abbiamo i soldi. Se vogliono, vengano a vedere di persona, i signori di Roma”.