Lanciano, Carlo Martelli dopo la brutale rapina: “Se avessi avuto un’arma sarei morto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2018 11:17 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2018 13:56
Lanciano, Carlo Martelli dopo la brutale rapina: "Se avessi avuto un'arma sarei morto"

Lanciano, Carlo Martelli dopo la brutale rapina: “Se avessi avuto un’arma sarei morto”

ROMA – Ha visto la morte in faccia, i rapinatori accanirsi sulla moglie, ma un’arma in casa no, non la terrebbe mai. “Ero convinto che ci avrebbero ammazzato tutti e due perché ormai, con il sequestro, la violenza…ero certo che sarebbe successo il peggio”. Parla al Tg1 Carlo Martelli, il chirurgo di 69 anni aggredito insieme alla moglie, Niva Bazzan, nella sua villa a Lanciano (Chieti). “Sono stato sbattuto a terra e poi legato mani e piedi, tipo incaprettatura. Nel frattempo mia moglie è stata presa e l’hanno legata. Uno solo parlava e diceva: “O ci dite dov’è la cassaforte o taglio sua moglie a pezzetti”.

La brutale violenza (“una domanda un cazzotto), il taglio a freddo del lobo dell’orecchio della signora, la minaccia permanente (“torneremo”): Carlo Martelli, una maschera di sangue, il volto gonfio per i colpi subiti, è tuttavia lucido quando confida al cronista del Corriere della Sera al suo capezzale che no, un’arma in casa mai. Esaurite pena e solidarietà per la sua orribile avventura, bisognerà tornare sulle sue parole: “Non comprerò mai una pistola, perché io non sono capace di ammazzare un uomo come me, anche se è un delinquente. Anzi, penso proprio che se avessi avuto un’arma in casa sarei morto io”.

Non serve una raffinata esegesi di questa testimonianza per capire la sua contrarietà alle richieste di estendere i diritti della legittima difesa in casa, cioè la libertà di detenere armi senza vincoli e burocrazia. Una contrarietà che sarà impossibile qualificare come “ideologica”. Sotto una tempesta di pugni, con la moglie in mano a ladri aguzzini disposti a tutto, Carlo Martelli ringraziava Dio per non aver avuto una pistola dentro casa.