Lanciano, coniugi massacrati: rumeni in carcere spostati, rischio linciaggio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 novembre 2018 13:14 | Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2018 13:14
Lanciano, coniugi massacrati: rumeni in carcere spostati

Lanciano, coniugi massacrati: rumeni in carcere spostati

CHIETI – Spostati di carcere perché gli altri detenuti volevano linciarli. Nessuno dei romeni arrestati per la brutale rapina compiuta a Lanciano, il 23 settembre scorso, nella villa dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan, si trova più nel carcere di Lanciano. Sono stati tutti dirottati in altre prigioni perché si temeva, a loro carico, ritorsioni e spedizioni punitive da parte di altri detenuti.

I fratelli Costantin Aurel e Ion Cusmin Turlica, il loro cugino Aurel Ruset e George Bogdan Ghiviziu, rinchiusi, subito dopo l’arresto, nella casa circondariale frentana di Villa Stanazzo e posti, anche per ragioni di sicurezza, in isolamento, conclusi gli interrogatori, sono stati traslocati nei penitenziari di Rieti, Pescara e Teramo. Per evitare che su di loro venisse esercitata quella giustizia sommaria del carcere che punisce chi approfitta di soggetti deboli come bambini e donne. E in questo caso non è stato accettato il fatto di aver tagliato l’orecchio destro a Bazzan.

Intanto è stato estradato dalla Romania Marius Adrian Martin, sesto componente della banda responsabile della rapina in villa dei coniugi Martelli. L’uomo, 34anni, romeno, rientra oggi in Italia, scortato da personale dello Servizio per la Cooperazione Internazionale (Scip) di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Il latitante è stato rintracciato e arrestato a Craiova in Romania circa un mese fa.

La rapina fu particolarmente cruenta: i due coniugi furono picchiati e alla donna fu tagliato il lobo di un orecchio. Le attività di indagine condotte nell’immediato dal commissariato di Lanciano, dalla squadra mobile di Chieti e dalla locale compagnia carabinieri, con l’ausilio dello Sco sono state coordinate in campo internazionale dallo Scip che, attraverso le Divisioni Interpol e S.I.Re.N.E. (Supplementary Information Request at the National Entries), ha fornito i dettagli utili e il supporto strategico alla polizia romena per fermare il latitante ed assicurarlo alla giustizia.

Una volta giunto a Fiumicino, saranno espletate le formalità dell’arresto sul territorio nazionale presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea, e Martin verrà portato in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria teatina.