L’Aquila, l’incendio scende in città. Trovati inneschi, il fuoco da mano umana

di Alessandro Avico
Pubblicato il 4 Agosto 2020 9:04 | Ultimo aggiornamento: 4 Agosto 2020 9:04
L'Aquila, l'incendio scende in città. Trovati inneschi, il fuoco da mano umana

L’Aquila, l’incendio scende in città. Trovati inneschi, il fuoco da mano umana (Foto Ansa)

L’incendio che sta bruciando i boschi intorno a L’Aquila scende verso il centro abitato. Un incendio che non è scoppiato per caso, sono stati infatti trovati degli inneschi.

Incendio L’Aquila che si allarga e che si avvicina sempre più al centro abitato, direzione del vento che sta “spingendo” il rogo e gente scesa in strada impaurita. Tra cui cittadini che si mettono a disposizione per le operazioni di contenimento e contrasto, costituendo un problema più che un sostegno.

Incendio di origine dolosa, perché sono stati trovati inneschi, che sta flagellando il monte di fronte al popoloso quartiere di Pettino e che non è sotto controllo. Il rogo è ben visibile da ogni parte della città. Così come si avverte anche a distanza l’odore acre del fumo.

L’incendio è fuori controllo.

Vista la situazione che si sta delineando, non c’è certezza che le linee tagliafuoco possano reggere al cento per cento. In tal senso, c’è timore che le fiamme possano arrivare alla zona di Madonna Fore e San Giuliano, molto frequentata dagli aquilani, già colpita dal rogo devastante del 2007.

Secondo quanto si è appreso, sono circa 300 le persone che stanno operando nel fronte aquilano e su quello, che deve comunque essere monitorato perché non domato, divampato per primo nella collina che sovrasta la frazione aquilana di Arischia.

Intanto, vanno avanti le indagini e l’inchiesta per individuare i piromani. Il Comune dell’Aquila ha chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza. Il sindaco Pier Luigi Biondi ha intanto interessato il dipartimento di Protezione civile nazionale affinché sia concesso il rifornimento di carburante dei mezzi aerei di soccorso direttamente all’aeroporto di Preturo.

Ottocento ettari di montagna in fumo.

Un fronte complessivo di circa 4 km di lunghezza, composto da focolai isolati che non consentono di fare un intervento omogeneo. La strategia è quella di isolare i singoli focolai con delle linee tagliafuoco, in orizzontale a valle e in verticale dalla sommità della montagna. (Fonte Ansa).