L’Aquila, perseguita il figlio che non la vuole vedere: arrestata per stalkng

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2013 1:27 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2013 1:27

carabinieri-gazzellaL’AQUILA – Arresti domiciliari per stalking sul figlio, oggi 21enne, per una ricercatrice universitaria di origine polacca di 48 anni: il gip del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, lo ha deciso ”per avere, con condotte reiterate, pressoché quotidiane – si legge nell’ordinanza – molestato il figlio con atteggiamenti opprimenti, impedendogli di frequentare le scuole, recandosi ivi a disturbare le lezioni, costringendolo a isolarsi ed a trascurare gli studi e poi ad abbandonare gli stessi più volte”.

Per il giudice la donna, separata dal marito dopo alcuni anni di matrimonio, ha perseguitato a lungo il figlio sia a scuola, sia a casa. In questa delicata vicenda, a sporgere più volte denuncia è stato proprio il giovane, affidato al padre, che prima ai carabinieri di Rocca di Mezzo (L’Aquila), poi alla squadra Mobile del capoluogo, ha segnalato il comportamento della madre.

Quest’ultima – alla quale era stato tolto l’affidamento del ragazzo quando era ancora minore, per averlo condotto senza il permesso del padre in Polonia – non si era mai rassegnata al fatto che il figlio non volesse vederla, attribuendo la responsabilità di ciò all’ex marito. Nel corso delle approfondite indagini svolte dalla Mobile, diretta da Maurilio Grasso, il 21enne ha accusato la madre di aver tentato di rapirlo nuovamente per portarlo in Polonia, cercando di “tenerlo sempre sotto il proprio dominio psicofisico”, procurandogli “un perdurante stato di ansia”.

La vicenda è stata caratterizzata da una lunga sequenza di denunce tra le parti. Il difensore della donna, l’avvocato aquilano Dario Visconti, ha annunciato un’istanza di revoca dei domiciliari, sottolineando che il provvedimento è troppo severo: “Stiamo parlando di una mamma disperata che vuole vedere suo figlio – ha spiegato -. Il provvedimento restrittivo non le permette di operare come ricercatrice universitaria; quali ragioni ci sono? È una storia complessa e delicata e questa misura non aiuta”.