L’arcivescovo di Vienna Schoenborn spezza il tabù del celibato

Pubblicato il 11 Marzo 2010 13:16 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2010 13:16

Il cardinale Schoenborn insieme al Pontefice Ratzinger

Dopo anni di silenzio, il clamore mediatico sugli scandali della pedofilia coperti dalla Chiesa sta producendo effetti finora considerati impensabili, come la messa in discussione del tabù del celibato in seno alla comunità sacerdotale. L’autorevole arcivescovo di Vienna, cardinale  Christoph Schoenborn, nell’analizzare le cause dei numerosi, troppi casi di abusi sessuali indica lucidamente tre fattori: non solo la formazione dei preti e gli strascichi della rivoluzione sessuale della generazione del 1968 ma anche il celibato. Insomma il rapporto causa effetto tra la difficile aspirazione alla castità e la sua sistematica infrazione entra per la prima volta nel dibattito interno della Chiesa cattolica.

Il portavoce dell’arcidiocesi di Vienna, Erich Leitenberger, si è affrettato a mitigare la portata delle parole del cardinale Schoenborn, ma la sensazione è che qualcosa stia cambiando davvero, anche considerando le continue critiche, sempre dall’interno, alla gestione degli scandali nei Sacri Palazzi. Insiegabilmente sottotraccia in Italia, è stato pubblicato nel 2007 un libro intervista ad un cardinale anonimo che impietosamente profetizzava la deriva della Chiesa attuale.

In “Orgoglio e pregiudizio in Vaticano” (Piemme) è delineato un profilo sconcertante dei vertici della Curia: arroccati su posizioni arcaiche, impotenti ad affrontare lo tsunami giudiziario sugli abusi sessuali, impauriti dalla scienza, dalla democrazia, dalla modernità.

A fronte dei problemi succitati appare anacronistica una frase come quella del cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero:  “Il celibato sacerdotale è un dono dello Spirito Santo che chiede di essere compreso e vissuto con pienezza di senso e di gioia, nel rapporto totalizzante con il Signore”. Anche il vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller non sembra accorgersi della bufera che ha investito la sua diocesi: “Una stupidaggine pensare che all’origine degli abusi sessuali ci sia il celibato”. I fedeli, la comunità cristiana e non solo, si attendono altre risposte, altri comportamenti.