Procura di Larino smentisce il “Giornale”: Mastella non è indagato, nessuna denuncia da Di Pietro

Pubblicato il 13 maggio 2010 17:33 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2010 17:47
mastella

Clemente Mastella

Nella Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino non c’è alcun procedimento penale che riguardi Clemente Mastella e neppure è mai giunta a suo carico alcuna denuncia da parte di Antonio di Pietro. Lo si sottolinea in una nota del procuratore della Repubblica, Nicola Magrone, diffusa in relazione ai servizi del quotidiano ‘Il Giornale’ dei giorni scorsi (dal 10 al 12 maggio) in cui si ipotizzava che Di Pietro avesse diffuso dei dossier per incastrare Mastella.

Con la nota, si precisa, la procura, “lasciando la libertà e la conseguente responsabilità a ciascuno per i giudizi espressi e per le insinuazioni prospettate intorno a un preteso complotto in danno dell’onorevole Mastella”, “adempie al suo dovere di trasparenza e di imparzialità proprio di qualunque funzione pubblica precisando, in punto di fatto e documentalmente al riparo da ogni possibilità di fraintendimento e di speculazione”, alcune questioni. Nel processo dal quale parla ‘il Giornale’ Mastella non è coinvolto a nessun titolo né è mai stato iscritto nel registro degli indagati: “in definitiva, è persona del tutto sconosciuta ed estranea al processo”.

Inoltre, “non è coinvolto in nessun procedimento penale presso la Procura di Larino”. La Procura di Larino – si aggiunge – “non è stata destinataria di alcuna denuncia o semplice nota da parte di Antonio Di Pietro che in qualche modo anche solo lambisse Mastella o che coinvolgesse quest’ultimo anche marginalmente nel contesto o a fini di indagini penali. L’on.Di Pietro non è mai stato esaminato nella qualità di persona informata dei fatti presso la Procura di Larino o, su delega di quest’ultima, presso uffici di polizia giudiziaria in procedimenti e comunque su fatti che in qualche anche marginale aspetto coinvolgessero l’on.Mastella”.

Su queste questioni, nella nota si sottolinea che “qualunque affermazione contraria, da chiunque formulata – informatore o giornalista – costituisce ineluttabilmente e documentalmente una menzogna”. Si spiega ancora che Di Pietro ha depositato in Procura, “in qualità di avvocato, alcune memorie difensive nel procedimento penale relativo all’omicidio D’Ascenzo; memorie ritualmente confluite nel fascicolo del dibattimento presso la Corte di Assise e presso quella di assise di Appello di Campobasso, dunque ormai e da tempo pubbliche. Nessuna di tali memorie contiene anche un minimo, fugace o sottinteso riferimento all’on.Mastella”.

Si racconta infine un episodio curioso che riguarda Di Pietro e che ancora una volta non a nulla a che fare con Mastella. “La Procura della Repubblica di Larino – è detto nella nota – ha ricevuto nel 2004 una missiva a firma Antonio Di Pietro su carta intestata Avv.Antonio Di Pietro; tale missiva era indirizzata e rivolta al Comandante Generale della Guardia di Finanza, per conoscenza al Comandante regionale del Molise della Guardia di Finanza, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Larino. La nota prospettava genericamente ipotesi di riciclaggio in Molise e indicava alcuni soggetti economici meritevoli di attenzione da parte della Guardia di Finanza. Per quanto riguarda le competenze della Procura di Larino, è stato disposto che la Guardia di Finanza accertasse preliminarmente se la nota fosse attribuibile a Di Pietro; il quale, escusso in Bergamo, non ha riconosciuto l’atto come suo, tanto meno la firma in calce. Il fascicolo, a quel punto relativo ad un esposto sostanzialmente anonimo, è stato trasmesso per competenza (il 18.10.2004) alla Procura della Repubblica di Campobasso. Anche in questa nota/esposto, nessun riferimento, diretto o indiretto, all’on. Mastella”.