L’arresto di Raccuglia: le peripezie degli agenti tra mafia, antimafia e tagli

Pubblicato il 17 Novembre 2009 12:45 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2009 12:45

Le indagini per la cattura di Mimmo Raccuglia sono state una vera e propria impresa per i poliziotti della squadra Catturandi della Mobile palermitana, e non solo perché il padrino di Altofonte sembrava imprendibile, tra fidati postini, favoreggiatori e insospettabili complici.

“I tagli al comparto sicurezza sono stati il peggiore ostacolo che i poliziotti hanno dovuto fronteggiare in questi mesi”, dice Franco Billitteri, segretario provinciale del sindacato di polizia Siap. I rimborsi per le missioni fuori città sono ormai bloccati da mesi, gli straordinari vengono pesantemente decurtati e i rimborsi per i pasti durante le missioni arrivano con nove mesi di ritardo.

“In realtà, i tagli hanno determinato un effetto paradossale – sostiene Billitteri – le indagini antimafia sono proseguite con i risultati di sempre, grazie agli operai che lavorano nel cantiere dell’antimafia. L’operaio, però, non ci mette soltanto passione, ma anche i suoi soldi”.

In questi mesi di indagini senza sosta fra Palermo e Trapani gli imprevisti non sono mancati. “Anche in questo caso, imprevisti non di mafia, ma di antimafia”, dice ironicamente Nicolò Caronia, anche lui componente della segreteria del Siap. Qualche esempio? La Catturandi si è ritrovata nel giro di poco tempo solo con due auto civetta: tutti i mezzi necessari sono stati allora noleggiati dal Servizio centrale operativo.

Tempo fa, poi, è accaduto davvero l’imprevedibile nella storica palazzina che ospita la squadra mobile di Palermo: si è rotta la colonna di scarico dei servizi, ci volevano 4.500 euro per le riparazioni, ma i soldi non erano immediatamente disponibili. Per un mese, tutti i poliziotti in servizio alla Mobile sono dovuti uscire dall’ufficio e andare in questura per trovare un servizio igienico. “A questi e tanti altri imprevisti quotidiani, i vertici della Mobile e della questura hanno risposto con prontezza e soprattutto con tanta fantasia – dice Caronia – alla fine i soldi per le riparazioni si sono trovati. Ma quanta fatica”.

Sostiene Billitteri, che è anche uno degli investigatori della squadra mobile: “Siamo d’accordo con il ministro Brunetta quando parla di produttività ed eccellenza, ma francamente non capiamo perché ai dipendenti di uno degli uffici più efficienti d’Italia sia stata pagata solo la metà della voce produttività del 2008”. I ragazzi e le ragazze della Catturandi hanno aspettato due anni per vedere in busta paga gli straordinari fatti sulle montagne di Corleone a caccia di Provenzano. E altri due anni hanno atteso gli straordinari dopo l’arresto di Lo Piccolo: “Ma è arrivato soltanto il 50 per cento di quanto dovuto”, denuncia il Siap.