Latina, Antonietta Gargiulo dimessa. Ora sa che il marito, Luigi Capasso, le ha ucciso le figlie

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 marzo 2018 15:02 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2018 15:02
Antonietta Gargiulo è stata dimessa dall'ospedale. Sa che il marito, Luigi Capasso, ha ucciso le figlie

Antonietta Gargiulo con le figlie (Foto da Facebook)

ROMA – E’ stata dimessa mercoledì mattina, 21 marzo, dall’ospedale San Camillo di Roma Antonietta Gargiulo, la donna ferita dal marito, il carabiniere Luigi Capasso, che poi ha ucciso le due figlie e si è suicidato a Cisterna di Latina. La donna ha lasciato l’ospedale assieme ad alcuni familiari e le sue condizioni fisiche sono buone.

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Antonietta Gargiulo, 39 anni, era stata ferita a colpi di pistola dal marito la mattina del 28 febbraio sotto la sua abitazione a Cisterna di Latina mentre stava andando al lavoro. L’uomo poi le aveva preso le chiavi, era salito in casa, aveva ucciso le due figlie e, dopo una lunga trattativa con i carabinieri, si è ucciso.

In ospedale la donna è stata sottoposta a un intervento maxillo-facciale alla mascella sinistra. Quando le sue condizioni sono migliorate alcuni familiari le hanno comunicato la morte delle sue figlie.

Le due bambine, Alessia e Martina, quel giorno terribile vennero uccise subito, ha spiegato il procuratore capo di Latina, Andrea De Gasperis, sgombrando il campo dalle ipotesi secondo cui, quando i carabinieri erano accorsi all’appartamento di Capasso, la figlia maggiore era ancora viva.

“Tutto quello che si doveva fare è stato fatto, ha detto De Gasperis. L’intervento dei carabinieri è stato tempestivo e professionale”. Alla trasmissione Chi l’ha visto? si faceva riferimento all’esistenza di apparecchiature in dotazione alle forze dell’ordine che avrebbero rilevato la presenza di due corpi vivi all’interno dell’abitazione di via Collina dei Pini a Cisterna, ipotizzando che la figlia maggiore di Luigi Capasso, fosse quindi ancora viva. “Questo dispositivo, ha spiegato il procuratore capo di Latina, non è in dotazione alle forze dell’ordine. Le bambine erano già state uccise quando i carabinieri sono arrivati sul luogo”.

De Gasperis ha precisato che la più piccola era stata raggiunta da tre colpi, la più grande da sei e che entrambe sono state raggiunte da un colpo alla testa e da altri proiettili che hanno colpito organi vitali, “che non avrebbero consentito alcuna possibilità di sopravvivenza”.

 

 

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