Laura Boldrini come Morsi. Maria Luisa Agnese (Corriere della Sera): esagerata!

Pubblicato il 16 Luglio 2013 13:29 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2013 13:29
Laura Boldrini come Morsi. Maria Luisa Agnese (Corriere della Sera): esagerato

Laura Boldrini: sulla scia dei Fratelli Musulmani

ROMA – L’ultima uscita di Laura Boldrini, che l’ha messa sul piano del deposto presidente egiziano Morsi, integralista dei Fratelli Musulmani, non è stata una grande trovata. Dire che è stato un bene non trasmettere più Miss Italia in tv via Rai sulla base di criteri intellettual moralistici ha dato un brutto colpo alla già scossa immagine Laura Boldrini, catapultata alla poltrona di presidentessa della Camera non dai voti del suo partito, Sel, che è andato poco oltre il 2%, ma dalla dabbenaggine del segretario del Pd Pierluigi Bersani.

Per non ricorrere alla immagine che viene subito in mente, quella dei talebani, si può dire che l’uscita della Boldrini ci riporta indietro di 60 anni, ai tempi dei Comitati civici, quando una coppia di conviventi more uxorio veniva definita dal pulpito da un vescovo coppia di “pubblici peccatori”.

Poteva dire che era uno spettacolo ormai superato, anche patetico, che non faceva audience, che non trovava sponsor. Ma non è stata una grande idea accodarsi alla nota esperta di spettacoli, costumi e moralità pubblica Anna Maria Tarantola, scelta dal tecnocrate Mario Monti come presidentessa della Rai in base a un curriculum alla Banca d’Italia.

Un senso di ritorno al passato che non è certo di sinistra e che ci fa rimbalzare indietro di 40 anni, quando in Inghilterra imperversava Mary Whitehouse, patetica e commovente, quanto aggressiva e molesta fustigatrice della tv pubblica e privata. Poi venne Margareth Thatcher forse è bene che Laura Boldrini e il suo staff si documentino un po’ e si rendno conto di dove portano certe derivate bacchettone.

Le parole di Laura Boldrini non sono piaciute molto a Maria Luisa Agnese, misurata quanto pungente giornalista genovese passata per Panorama dei tempi di Lamberto Sechi e approdata al Corriere della Sera, dove è una specie di maitre à penser del buon gusto e della civiltà:

“Se possiamo permetterci un piccolo controcanto, perché prendersela tanto e principalmente con Miss Italia, come se fosse il concentrato di tutti i mali, il regno del Male assoluto, facendone il capro espiatorio di una situazione che per le donne è molto più diffusa e insidiosa? Non è un po’ esagerato, visto che per anni quell’evento aveva accompagnato la crescita del Paese, pur con tutte le sue ingenuità e le sue contraddizioni, ma anche con una forza rappresentativa un po’ ruspante che nel tempo aveva trovato i suoi cantori mediatici.

“Sembra quasi una stigmatizzazione rituale, un po’ scontata e fuori tempo massimo, perché chiaramente Miss Italia era arrivato al capolinea da solo, aveva ormai esaurito la sua forza propulsiva, e i numeri di ascolto e il ritorno pubblicitario non erano più quelli da parecchio, forse ancor prima della trasferta da Salsomaggiore a Montecatini. Il velinume televisivo ha raggiunto il parossismo, e le donne sul piccolo schermo offrono immagini malinconiche e umiliate: corpi di contorno sgambettanti a tutte le ore. Ma non sarà certo l’abolizione di Miss Italia a rassicurarci sul fatto che d’ora in avanti le donne saranno onorate nelle loro capacità e valutate per i loro talenti”.

Le parole di Laura Boldrini non sono piaciute nemmeno all’organizzatrice dell’evento, Patrizia Mirigliani e la reazione è talmente giusta che anche Repubblica, una specie di organo ufficioso della Boldrini, non ha la forza di nasconderle. Le riporta l’onesta cronaca di Maria Elena Vincenzi:

“Tutto questo mi sembra incredibile. Il nostro concorso ha fatto la storia del Paese, non a caso tutte le miss lavorano in Rai, parlano e si fanno valere. Non sono né nude né mute. Da settantaquattro anni curiamo questa manifestazione con grande serietà e proteggendo le ragazze, senza mai avere avuto un solo scandalo. Mai”.

La rinuncia della Rai a mandare in onda la kermesse, secondo Patrizia Mirigliani

“è un modo di rinnegare la nostra storia. Proprio in queste ore cinquemila ragazze stanno facendo le selezioni, accompagnate dalle loro famiglie. Una donna è libera di essere come vuole e non può essere ghettizzata perché è bella e intelligente. I concorsi di bellezza ci sono ovunque, e la stessa Rai ha ospitato in una sua trasmissione miss Israele che è stata anche ricevuta da Obama. Salvo poi rinnegare l’elezione della nostra più bella senza nemmeno mai avermi ricevuta, dopo venticinque anni di collaborazione. Ma Miss Italia c’era prima della Rai e continuerà ad esserci”.

Repubblica riporta anche la reazione “esterrefatta” di Tania Zamparo, miss Italia 2000:

“Le parole di Boldrini suonano poco rispettose delle migliaia di ragazze che dal 1939 hanno partecipato alla kermesse. Ragazze in gamba che hanno fatto, con grande dignità, un concorso che fa parte della storia e del costume italiani”.