Neonato affogato dal pedalò: “La madre provava avversione per lui”

Pubblicato il 27 ottobre 2011 20:00 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 20:00

GROSSETO – Laura Pettenello, arrestata con l’accusa di aver ucciso il figlio di 16 mesi buttandolo giù dal pedalò, secondo il Giudice per le indagini preliminari provava un ”avversione” per il figlio Federico. Verso di lui, scrive il Gip, la donna ”aveva maturato un sentimento di avversione che aveva allarmato i familiari e che avrebbe dovuto spingerli, in particolare il marito, ad attivarsi concretamente per sottrarlo alla madre che rappresentava per lui un pericolo”. Per il giudice la donna ha una ”grave psicosi” e unica certezza ”è l’estrema pericolosità della situazione”.

Nel mettere in relazione il tentato omicidio di marzo, quando il bimbo riuscì a salvarsi dopo un tentativo della madre di affogarlo nella vasca da bagno di casa, e l’annegamento in mare del 9 agosto scorso, il Gip sottolinea che la motivazione dei due episodi ”è la stessa ed è stata riferita con chiarezza dalla pediatra e dallo psichiatra che ha avuto in cura la donna: sopprimere quel figlio che a causa della sua psicosi vedeva come causa della rottura dell’equilibrio familiare perfetto”.

Inoltre, stabilendo la necessità dell’arresto in carcere o comunque in una struttura dove la donna possa essere curata, il gip Marco Mezzaluna evidenzia nell’ordinanza ”la gravità della situazione che – osserva – si è venuta a creare anche per l’inerzia stratificata nel tempo dei familiari”. Tra questi, ha osservato il gip, ”anche tenuto conto dell’atteggiamento negligente e imprudente del marito Lorenzo Cassinis (indagato per omicidio colposo in concorso, ndr) che, nonostante fosse pienamente al corrente della estrema gravita’ della situazione, non ha adottato alcuna misura idonea a proteggere il piccolo neppure dopo l’episodio del 13 marzo”.

”Comportamento negligente tuttora persistente poiché è emerso che il marito continua a lasciare gli altri due figli da soli con la madre”. L’arresto è anche necessario ”onde evitare il ripetersi di gesti come quelli che hanno portato alla morte di Federico”. In particolare, sottolinea il gip, ”il fatto che la donna possa maturare propositi suicidari costituisce preciso indice della estrema gravita’ della situazione, in quanto spesso le persone affette da grave depressione commettono un omicidio-suicidio”. Laura Pettenello e’ affetta da una depressione post partum, insorta dall’agosto 2010. E’ stata in cura dallo psichiatra Athanasios Koukopoulos, che proprio l’8 agosto scorso, un giorno prima della morte di Federico, avrebbe incontrato il marito della donna, il quale gli comunico’ che era completamente guarita sebbene avesse sospeso di sua iniziativa una terapia farmacologica.