Lav. Abbandonare cani è un reato e costa alla comunità 200 mln l’anno

Pubblicato il 18 luglio 2015 13:09 | Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2015 13:09
Un cane abbandonato

Un cane abbandonato

ROMA – L’abbandono dei cani è ”un reato e un costo etico ed economico” che si stima possa pesare 200 milioni all’anno sulla comunità.

Lo avverte la Lav (Lega Antivivisezione) che in vista dell’arrivo delle vacanze estive mette insieme numeri e cifre su questo fenomeno, tanto che in questo periodo dell’anno si arriva a ”punte massime del 25-30%”, anche se ”oltre il 30% dei cani viene abbandonato dopo l’apertura della stagione venatoria” con le vittime che si contano in ”80.000 gatti e 50.000 cani” abbandonati ogni anno.

Per cercare di arginare il reato di abbandono di animali, la Lav invita cittadini e istituzioni a fare prevenzione come le adozioni ‘consapevoli’ dai canili, la sterilizzazione (per evitare riproduzioni fuori controllo).

Secondo la Lav ”le punte massime di animali abbandonati si registrano nel periodo estivo (25-30%), quando la partenza per le vacanze pone il problema di ‘sistemare’ i quattrozampe, ma oltre il 30% dei cani viene abbandonato subito dopo l’apertura della stagione venatoria.

Si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti. Non finisce qui. Perché ”oltre a essere un reato, l’abbandono porta a un dispendio di denaro pubblico che ricade sull’intera collettività,  considerando che per ogni cane ospitato in canile ogni comune paga circa 1.000 euro all’anno, e nei canili italiani ci sono circa 200.000 quattro zampe”.

Tra le proposte della Lav per porre un freno al fenomeno ci sono per esempio il consentire libero accesso di cani e gatti nei luoghi pubblici e nelle strutture turistiche.