Lavora per Equitalia, minaccia il suicidio: troppi insulti e minacce

di Emiliano Condò
Pubblicato il 13 Novembre 2013 14:31 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2013 14:31
Milano, dipendente Equitalia minaccia il suicidio: "Sfinito dagli insulti"

Milano, dipendente Equitalia minaccia il suicidio: “Sfinito dagli insulti”

MILANO – Ha minacciato di uccidersi per il lavoro. Non, come purtroppo tanti,  perché non ce l’ha e non lo trova, ma perché un lavoro ce l’ha ed è causa di tutto il suo malessere. Ha 38 anni e lavora per Equitalia: posto e stipendio garantito, che di questi tempi non è pochissimo. Ma quel lavoro, ha raccontato il trentottenne alla polizia, è così causa di malessere e stress.

Al punto da indurlo dopo l’ennesima giornata di cartelle esattoriali, minacce e insulti, a cacciare di casa la madre e quindi uccidersi. Dopo aver bevuto, forse per farsi coraggio. La madre, però, ha chiamato la polizia che ha soccorso il dipendente di Equitalia e l’ha portato in ospedale.

Nella serata di martedì 12 novembre l’uomo è rientrato a casa, a Milano. Dentro l’appartamento di via Verga c’era la madre, una donna di 77 anni. Il trentottenne l’ha spinta fuori di casa dicendole che non ce la faceva più “dei continui insulti della gente” e che voleva farlo finita. La madre, a quel punto, ha chiamato la polizia.

All’arrivo degli agenti l’uomo, che in seguito è risultato aver ingerito una grande quantità d’alcool è stato convinto a desistere dal suicidio e portato in ospedale, al Fatebenefratelli di Milano. 

Se di suicidi causati da debiti anche con Equitalia sono piene le cronache al punto che la società dopo aver negato una “responsabilità diretta” ha poi deciso nuove linee guida in una circolare apposita, quello di Milano è il primo caso al contrario. Non di minacce ai dipendenti di Equitalia, anche di quelle sono piene le cronache, ma di tentativo di suicidio sì.