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Lavoro da casa? Più produttivo, no chiacchiere e paura di sembrare scansafatiche

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Lavoro da casa? Più produttivo, no chiacchiere e paura di sembrare scansafatiche

LONDRA – Le persone che lavorano da casa sono più produttive: non perdono tempo in chiacchierate come accade in ufficio e s’impegnano maggiormente per paura di sembrare scansafatiche. Solitamente si tende a pensare che chi lavora da casa, ha più tempo a disposizione, se la prende comoda, ma uno studio della University of Cardiff, ora ribalta questa teoria: si impegnano di più che se fossero in ufficio e spesso fanno molto più di quanto richiesto, possiedono un’etica del lavoro di gran lunga maggiore.

In Gran Bretagna, più di quattro milioni di persone spendono metà del loro tempo lavorando da casa, secondo le ultime stime. Le abitudini lavorative rispetto a chi ha un posto fisso, sono emerse dopo un sondaggio di tre anni, Skill and Employment Survey.

Alan Felstead, autore principale dello studio, ha dichiarato: “Il lavoro sta gradualmente distaccandosi da posti tradizionali come l’ufficio, la fabbrica o il negozio”. “Lo studio mostra, inoltre, che i datori di lavoro beneficiano di un maggiori sforzo, chi lavora da casa, si impegna per dimostrare che non è uno scansafatiche. E’ pur vero, che c’è maggiore difficoltà a stabilire i confini tra lavoro e vita personale”.

I ricercatori hanno esaminato le risposte di circa 15.000 persone nel 2001, 2006 e 2012. Poco più di un quarto di persone in posti di lavoro fissi, il 24%, ha fatto uno sforzo ulteriore per lavorare più a lungo rispetto all’orario stabilito. Il 39% delle persone che lavora da casa, ha dichiarato che “spesso per finire o dare una mano, devo lavorare di più, oltre l’orario”.

Quando si tratta di impegnarsi più di quanto richiesto dal loro lavoro, quasi tre quarti dei lavoratori da casa, ossia il 73%, hanno sostenuto che non si sono tirati indietro. E lo stesso atteggiamento vale soltanto per il 68,5% di chi lavora fuori casa.

Lo studio riferisce che la percentuale di forza lavoro britannica, che lavora principalmente in un posto di lavoro tradizionale come un ufficio o un negozio, è passata dal 74,8% del 2001 al 66,4% nel 2012.

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