Coronavirus, anche in Lazio coprifuoco (ma da mezzanotte) e didattica a distanza

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2020 21:03 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2020 8:22
Coronavirus, anche in Lazio coprifuoco (ma da mezzanotte) e didattica a distanza

Coronavirus, anche in Lazio coprifuoco (ma da mezzanotte) e didattica a distanza (Ansa)

Ordinanza di Zingaretti in Lazio contro il coronavirus: prevede coprifuoco notturno, più posti letto Covid e didattica a distanza

Anche il Lazio vara il coprifuoco per un mese per cercare di arginare i contagi da coronavirus. La nuova ordinanza del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, è arrivata dopo incontri con il Comitato Tecnico Scientifico, Anci, rettori e presidi.

Tra le misure, oltre al blocco della circolazione di notte, l’incremento dei posti letto Covid e il potenziamento della didattica a distanza. 

In particolare si potenzierà la rete Covid attraverso l’incremento di posti letto dedicati all’assistenza di pazienti affetti da coronavirus. Verranno identificate strutture pubbliche e private ulteriori rispetto a quella già inserite nella rete Covid fino al raggiungimento di 2.913 posti letto. Di questi 552 saranno dedicati alla terapia intensiva e sub-intensiva.

Coprifuoco

A partire dalla notte tra venerdì 23 ottobre e sabato 24 ottobre saranno vietati gli spostamenti in orario notturno sul territorio della Regione dalle ore 24 alle ore 5 del giorno successivo. 

Fanno eccezione, come in Lombardia, gli spostamenti motivati da comprovate esigenze (a titolo esemplificativo; per i lavoratori, il tragitto domicilio, dimora e residenza verso il luogo di lavoro e viceversa), e per gli spostamenti motivati da situazioni di necessità o d’urgenza, ovvero per motivi di salute.

Didattica a distanza

Inoltre a partire da lunedì 26 ottobre si potenzia la didattica digitale integrata nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado e nelle Università.

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado incrementano il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari al 50 per cento degli studenti, con esclusione degli iscritti al primo anno.

Le Università incrementano il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari all’75 per cento degli studenti iscritti, con esclusione delle attività formative che necessitano della presenza fisica o l’utilizzo di strumentazioni. (Fonte: Ansa)