Lecce, emergenza al “Vito Fazzi”: mancano i medici e i genitori dei pazienti si mobilitano

Pubblicato il 13 Aprile 2011 18:01 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2011 20:33

BARI – Manca personale e, per questo, c’è ”una situazione di grave disagio” nel reparto di Oncologia pediatrica dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, ”dove i piccoli degenti ricoverati sono costretti ad aggiungere allo scompenso creato dalle malattie di cui soffrono il malessere determinato dalle carenze del reparto”. E’ quanto scrive il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, all’assessore della Regione Puglia alle politiche della salute, Tommaso Fiore, chiedendo un suo intervento per porre riparo alla situazione.

Questa – secondo il sindaco – ”sarebbe peraltro davvero insostenibile se il reparto non facesse affidamento sugli sforzi dell’associazione Per un sorriso in più”, che raggruppa i genitori dei piccoli e che provvede anche con forme di autofinanziamento alle necessità. Basti pensare che, per ovviare in qualche modo alla cronica situazione emergenziale, l’associazione ha deciso di donare la somma di danaro per dar modo alla Asl di contrattualizzare temporaneamente due unità mediche e di acquistare, sempre con propri fondi, un’apparecchiatura per aiutare i piccoli ospiti del reparto di oncoematologia pediatrica”.

La donazione dell’associazione alla Asl Lecce per l’assunzione a tempo determinato di due medici è di 37.352,54 euro. Perrone sottolinea che per quel reparto la dotazione di personale chiesta in una deliberazione del 2008 dell’allora direttore generale della Asl di Lecce Guido Scoditti era fissata in sette unita’ mediche (un direttore di struttura medica complessa e sei medici), l’attuale equipe sanitaria e’ composta da un dirigente medico facente funzioni – il cui contratto scade fra pochi mesi – e di due medici, cui se ne aggiunge un terzo con contratto a tempo determinato; ”un team – dice Perrone – costretto a sforzi inenarrabili per assicurare ai pazienti le attenzioni di cui necessitano”.

Secondo i dati che fornisce il sindaco ogni anno nel Salento si ammalano circa 50 bambini e adolescenti di età compresa tra 0 e 18 anni. ”Dal 2006 ad oggi, l’unità operativa di Oncoematologia – aggiunge – ha subito un notevole incremento diventando un punto di riferimento fondamentale e inevitabile per le province di Lecce, Brindisi e Taranto per la diagnosi e la cura dei bambini affetti da oncoemopatie. I pazienti, peraltro, giungono non solo dal territorio jonico-salentino ma anche dal resto della Puglia e alcuni addirittura dalla vicina Albania, grazie ad un progetto di cooperazione finanziato dalla Regione”.

Perrone chiede dunque a Fiore ”di intervenire tempestivamente affinche’ questa situazione di disagio possa essere superata o quantomeno contenuta, attraverso la copertura di tutti i posti in pianta organica” e dall’indizione del concorso per primario.