Cursi (Lecce), litiga e spara ai vicini per il parcheggio davanti a casa: tre morti e un ferito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 settembre 2018 8:20 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2018 19:30
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I rilievi nella strada dove è avvenuta la lite tra vicini di casa costata la vita a tre persone, a Cursi (Lecce)

LECCE – Tre persone sono morte e un’altra è rimasta gravemente ferita in un litigio tra vicini di casa avvenuto a Cursi, nel sud del Salento, nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 settembre. Le vittime sono Franco e Andrea Marti, rispettivamente padre e figlio di 63 e 36 anni, e la zia Maria Assunta Quarta, 52 anni.

Non sono gravi le condizioni della mamma di Andrea e moglie di Franco Marti, Fernanda Quarta, ricoverata nell’ospedale di Tricase. A sparare è stato Roberto Pappadà, 57 anni, ex operaio, al momento disoccupato, che si dedicava alla cura della sorella disabile. 

Tra le due famiglie da tempo c’erano attriti e litigi, mai denunciati. L’arrestato, a quanto pare, deteneva illegalmente l’arma. Ha sparato, come confessato, per questioni di parcheggio. “Me lo facevano apposta a parcheggiare le loro auto davanti casa mia – ha detto Roberto Pappadà -. Ho sbagliato, non voglio essere difeso, pagherò, ma dovevo mettere fine a questa storia”.

Pappadà è accusato di triplice omicidio pluriaggravato da futili motivi e premeditazione. Nell’interrogatorio davanti al magistrato di turno Donatina Buffelli, alla presenza del suo legale difensore avvocato Nicola Leo, Pappadà ha ricostruito in maniera lucida la sua folle vendetta, asserendo che il vaso era ornai “sbatterrato” (secondo un termine salentino), dopo un anno e mezzo – a suo dire – di soprusi subiti.

L’assassino ha raccontato di essersi procurato prima una pistola e di aver poi attesto l’arrivo di Andrea Marti, arrivato in via Tevere in auto con la fidanzata. Dopo aver estratto l’arma e aver intimato alla giovane di allontanarsi, ha esploso due colpi da una distanza di quattro metri, colpendo il giovane alla testa e al petto. Quando poco dopo è arrivato l’auto con a bordo il padre del giovane, Franco, insieme alla moglie e alla sorella di lei, ha fatto nuovamente fuoco. Dei tre si è salvata solo Fernanda Quarta, la madre di Andrea e moglie di Franco, colpita di striscio dalla pallottola.

Ai militari dell’Arma, che lo hanno trovato nei paraggi, non ha opposto resistenza, appoggiando l’arma per terra. Secondo quanto riferisce il comandante dei vigili urbani di Cursi, Luigi Epifani, più volte gli era stato chiesto se voleva che si provvedesse a destinargli un parcheggio riservato per portatori di handicap davanti casa (Pappadà viveva con la sorella disabile), ma lui aveva sempre rifiutato, asserendo che non c’era bisogno perché nella strada c’era posto per tutti.