Lecciona la spiaggia amata da Puccini e ritratta dai macchiaioli è una discarica

Pubblicato il 18 agosto 2010 9:43 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2010 9:43

La meravigliosa selvaggia spiaggia amata da Giacomo Puccini e ritratta dai pittori macchiaioli. Lecciona selvaggia lo è ancora ma non nel suo significato poetico né tanto meno verginale del termine. Oggi l’arenile che si estende per circa quattro chilometri dalla Marina di Torre del Lago, in pieno Parco naturale, sino a sfiorare la darsena di Viareggio, tra Versilia “storica” e “ripensata” dai nuovi confini è una discarica di rifiuti.

Da qualche anno infatti gli operatori ecologici del Comune di Viareggio (ma anche volontari) non si occupano della spiaggia: plastica, fogli di ogni tipo, cicche di sigarette e soprattutto la sabbia dal “lavarone” che in gergo versiliese sono i sedimenti come i rami di albero vivo e si moltiplicano. A peggiorare l’abbandono di Lecciona lo stesso maltempo di questi giorni che ha riportato a riva i nuovi sedimenti depositati al largo.

Sul degrado di Lecciona sono scattate le polemiche e i problemi sulla responsabilità. Il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, passa la palla all’ente Parco che si dovrebbe occupare della “gestione e operazione di pulizia. Non si possono utilizzare macchinari e persino cestini. Noi abbiamo investito diversi soldi ma gli interventi sono lenti. Da anni abbiamo un braccio di ferro con l’Ente Parco per far cambiare le regole”.

Intanto una parte della spiaggia è diventata anche simbolo della comunità gay che, per un tratto di un paio di chilometri, la frequenta da anni.