Legale Cicciolina: “I carabinieri non potevano entrare in casa, non avevano mandato”

Pubblicato il 21 maggio 2010 21:55 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2010 0:41

Cicciolina

“I carabinieri non potevano procedere a perquisizione all’interno dell’abitazione privata di Ilona Staller perché non c’era il decreto del magistrato e non c’era la fragranza di reato. Tanto è vero che non hanno di fatto proceduto alla perquisizione e vi è da ritenere che gli stessi militari operanti abbiano valutato di non poterlo fare”. Lo afferma in una nota l’avvocato Luca Di Carlo, difensore dell’ex pornostar Ilona Staller, conosciuta al pubblico come Cicciolina, il cui figlio di 17 anni è stato denunciato ieri dai carabinieri di Roma con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

L’accusa di resistenza è dovuta al fatto che il giovane si è opposto con forza alla perquisizione dell’appartamento dove vive con la madre. Anche la Staller è stata segnalata alla procura di Roma con l’accusa di aver impedito l’operato dei carabinieri arrivati nella sua abitazione per effettuare una perquisizione.

Per il legale “sono state rilasciate e diffuse notizie e dati identificativi del minore in violazione del diritto alla riservatezza. Quanto accaduto è gravissimo, in nome e per conto di Cicciolina, agirò presso le competenti magistrature per la tutela di tutti i diritti inviolabili del figlio minore”.