Legnano, testimoni di Geova si oppongono a trasfusione per la figlia di 10 mesi. Il pm la salva

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2019 10:47 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2019 10:50
Legnano, testimoni di Geova si oppongono a trasfusione per la figlia di 10 mesi. Interviene il pm

Un team di chirurghi a lavoro (foto archivio Ansa)

LEGNANO – Alla loro bimba, 10 mesi appena, serviva una trasfusione. Ma i genitori, entrambi testimoni di Geova, si sono opposti in ossequio alla loro religione. Al punto che a tarda notte è dovuto intervenire il pm di turno per sbloccare la situazione e salvare la vita alla piccola. 

La vicenda si svolge all’ospedale di Legnano, dove la bimba era stata trasferita d’urgenza da Gallarate, per una commozione cerebrale. Tutto ha avuto inizio lunedì mattina con un banale incidente domestico: la neonata è caduta in casa e ha battuto la testa. Nulla di grave fino al pomeriggio quando la bambina inizia a stare male, ha i conati, accusa i primi segni di una commozione cerebrale. Di qui la corsa all’ospedale di Gallarate, dove i medici individuano un coagulo di sangue in testa che va rimosso al più presto per evitare complicazioni. Quindi il trasferimento a Legnano, ma una volta giunti in sala operatoria i chirurghi devono scontrarsi contro le convinzioni religiose dei genitori. 

I due, italiani sulla quarantina, sono fedeli al movimento restaurazionista che pratica il Cristianesimo del I secolo. La loro religione gli impone di “astenersi dal sangue”, così come comandato in diversi libri dell’Antico e Nuovo Testamento, Genesi e Levitico in particolare. 

La situazione si fa tesa: i medici insistono spiegando ai genitori che quella trasfusione è indispensabile per il buon esito dell’intervento. Senza, la piccola morirà. Ma entrambi sono inamovibili. Tanto che alle 3 di notte in ospedale giungono i carabinieri per riportare la calma. A quel punto i sanitari decidono di rivolgersi alla Procura dei minori di Milano chiedendo il permesso di intervenire con le dovute procedure salva-vita.

Il pubblico ministero di turno sospende temporaneamente la potestà genitoriale, consentendo ai medici di effettuare la trasfusione. Una decisione certamente destinata a far discutere, ma che è stata provvidenziale: la bimba, secondo quanto riferisce Il Giorno, è salva e ha superato la fase critica.

Fonte: Il Giorno