Leonardo sequestrato, Emidia Cecchini (proprietaria): Trattata come una criminale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Febbraio 2015 15:48 | Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2015 15:48
Leonardo sequestrato, Emidia Cecchini (proprietaria): Trattata come una criminale

Leonardo sequestrato, Emidia Cecchini (proprietaria): Trattata come una criminale

ROMA – Amareggiata perché “trattata come una criminale”. Si descrive così Emidia Cecchini, la proprietaria del ritratto di Isabella d’Este, attribuito a Leonardo da Vinci e sequestrato dai carabinieri nel caveau di una banca a Lugano.

Cecchini è indagata insieme ad altre 7 persone. E non l’ha presa bene. 70 anni, di Pesaro, figlia di un collezionista d’arte, la signora Cecchini continua a ripetere di non aver fatto nulla di male e di non aver voluto nascondere nulla:

“Sono molto amareggiata da quanto mi sta succedendo, anche perché mi trovo coinvolta ingiustamente in un’inchiesta in cui figurano tante persone a me del tutto sconosciute sulle quali grava l’accusa di aver trasferito all’estero opere d’arte italiane, di averle occultate per commercializzarle all’estero. Sono veramente esterrefatta e sono due notti che non dormo”,

racconta Cecchini a la Stampa. Il suo obiettivo, per ora, è di far dissequestrare il presunto Leonardo. Quanto al perché il quadro sia in Svizzera Cecchini spiega:

“Il quadro è appartenuto alla nonna svizzera della mia cliente, Matilde Guerra in Grassi, che poi l’ha lasciata alla figlia Gina – spiega l’avvocato – La difesa chiederà lo sblocco del quadro in quanto non risulta esportato dall’Italia dopo la legge voluta da Mussolini nel 1939 che ha vietato la vendita all’estero delle nostre opere d’arte”.

Gli indagati, al momento sono 7. Oltre a Emidia Cecchini nella lista degli investigatori ci sono il suo compagno Vincenzo Capodanno, 64 anni, di Napoli, (che risponde di truffa assicurativa per un falso coinvolgimento in un incidente), Sergio Shawo, 50 anni, di Fano, l’avvocato che aveva il mandato per vendere il quadro, Mario Seri e Gabriele Bonazza, i due poliziotti in servizio alla questura di Pesaro, e due mercanti d’arte, Mirella Setzu e Angela Tomasoni.