Leonardo Zappalà, dopo le parole su Falcone il videoclip col rito di iniziazione mafiosa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2019 16:46 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2019 16:46
Leonardo Zappalà, dopo le parole su Falcone il videoclip col rito di iniziazione mafiosa

Un frame dal videoclip

CATANIA – Segni e simboli che rimandano a un rito di iniziazione mafiosa nel video di una canzone postato su Youtube e diventato subito virale. Tornano a far discutere le scelte del cantante neomelodico Leonardo Zappalà, la cui partecipazione a giugno alla prima puntata della trasmissione Realiti della Rai condotta da Enrico Lucci aveva suscitato tante polemiche. Motivo, i giudizi espressi sui due magistrati simbolo della lotta alla mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi nel 1992: “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce, ci deve piacere l’amaro”, aveva detto il cantante 19enne conosciuto con il nome d’arte di Scarface. Un modo per dire che se l’erano cercata.

Allora la procura di Catania aveva aperto un’inchiesta sulle sue dichiarazioni e su quelle di un altro cantante neomelodico Niko Pandetta, ospite della stessa trasmissione e nipote del boss ergastolano Salvatore Cappello, che poi aveva rivisto la sua posizione: “Non ho mai offeso quei due grandi eroi (Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) che hanno dato la propria vita per una giusta lotta”, aveva rettificato con un post.

Stavolta a intervenire è stato il Questore di Catania, Mario Della Cioppa, che ha emesso nei confronti di Scarface una misura di prevenzione, l’avviso orale, contestandogli di aver inneggiato alla cultura mafiosa. Nel video, postato in rete solo qualche giorno dopo la trasmissione Rai e intitolato “Guaioni e quartieri”, si vede l’immagine di un Santino che brucia, che è una tecnica che ricorre nell’affiliazione mafiosa come la “punciuta” (incisione con un coltello) per fare uscire sangue da un braccio. Non solo: in quelle immagini girate tra i ruderi del Com (centro operativo misto) di Paternò alla presenza di ragazzi minorenni, secondo la Questura, c’è anche l’esaltazione di armi e droga. Forte il rischio di emulazione, da qui la decisione di intervenire, a conclusione delle indagini avviate dai carabinieri a seguito di un esposto del sindaco di Paternò e delle tante reazioni sdegnate sui social di associazioni giovanili.

A pesare sono stati anche i precedenti del cantante, in passato “denunciato per spaccio di droga” e “controllato in compagnia di soggetti legati alla criminalità organizzata”. (Fonte Ansa).