Lettera aperta al ladro: la Gazzetta del Mezzogiorno pubblica lo sfogo di un lettore

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Agosto 2020 9:35 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2020 9:35
Lettera aperta al ladro: la Gazzetta del Mezzogiorno pubblica lo sfogo di un lettore

Lettera aperta al ladro: la Gazzetta del Mezzogiorno pubblica lo sfogo di un lettore

Un lettore scrive alla Gazzetta del Mezzogiorno per sfogare la sua frustrazione dopo il furto subito nella casa paterna.

Lettera aperta al ladro. L’ha scritta Massimo, lettore della Gazzetta del Mezzogiorno, al malvivente che ha svaligiato la cassaforte della sua casa paterna in provincia di Bari. 

Il ladro gli ha portato via tutti i ricordi di famiglia, i regali del battesimo e soprattutto gli oggetti della madre scomparsa. 

Al suo “egregio signor ladro”, Massimo chiede di potergli dare del tu “perché sinceramente trovo esagerato dare del lei a una persona di famiglia, visto che da ieri abbiamo oggetti in comune che ci appartengono”. 

Il testo della lettera

“Ti scrivo dopo una notte di riflessione, e soprattutto insonne. Volevo farti ragionare sulle tue losche azioni, che tu chiami lavoro, ma sono solamente un insieme di reati”.

“Quindi pensa se ti farebbe piacere trovare casa tua a soqquadro, pensa alle persone come me che in una notte d’estate vengono sorprese dal tuo arrivo. Non ci pensi vero? Io ci penso invece”.

“Immaginare le tue mani impegnate con la fiamma ossidrica , mentre scassinano la cassaforte, per appropriarti della mia roba mi innervosisce, ma pensare che le tue schifose braccia spingono magari una piccola vita innocente fa inorridire”.

“Senza dubbio questa volta ti è andata bene, avrai guadagnato qualche cosa, ma poi quando lo avrai dilapidato, immagino in fretta perché sicuramente non sai dare valore a ciò che tu non hai sudato. Io sono tra i fessi che la sera vanno a dormire presto perché sono stanchi dopo una giornata di lavoro, mentre tu starai cercando acquirenti per il tuo bottino da piazzare”.

“Bravo, hai portato via tutto: gioielli, gli ori miei e della mia famiglia. Ma soprattutto gli ultimi ricordi di mia madre che non c’è più, era ciò che rimaneva a me e ai miei fratelli di lei. Io non ti conosco ma tu certamente conoscevi bene la mia famiglia”.

“Termino la mia lettera, ringraziandoti per avermi rovinato la mia estate, per essere entrato nella mia vita senza essere richiesto ed avermi modificato l’umore a tal punto da sentire l’esigenza di scrivere una lettera, per dirti che il demonio ha rubato la dignità!”

“E la dignità è qualcosa che voi, disgraziati schifosi delinquenti, non potrete mai avere… nemmeno rubandola!”. (Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno).