Lettera di offese al cardinale Bagnasco imbrattata di escrementi

Pubblicato il 29 Marzo 2010 9:05 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2010 13:54

Angelo Bagnasco

Una lettera contenente offese per l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, è stata recapitata nei giorni scorsi presso la Curia arcivescovile di Genova.

Nel messaggio è solo scritta la frase “vescovi di m…”. Il foglietto è inoltre imbrattato di escrementi. Si tratta pertanto – fanno notare gli investigatori – di un tipo di messaggio diverso da quelli spediti negli anni scorsi e dalle scritte tracciate sui muri di Genova, che determinarono l’assegnazione di una scorta al porporato.

La notizia è stata pubblicata dal quotidiano Corriere Mercantile. I carabinieri, che in questi giorni hanno la responsabilità della scorta del cardinale precisano che questa non è stata rafforzata, né la lettera conterrebbe minacce di morte, tali da insospettire gli ivestigatori.

La missiva, secondo quanto riportato dal quotidiano genovese, è stata recapitata in arcivescovado, in una busta anonima, presumibilmente giovedì o venerdì ma sarebbe stata aperta solamente sabato mattina a mezzogiorno. La busta sarebbe stata inoltre imbucata alcuni giorni fa da una cassetta postale di Genova Brignole. Secondo le indiscrezioni, sembrerebbe che a innescare lo sconosciuto autore della missiva sarebbero state le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Cei a pochi giorni dal voto sul tema dell’aborto.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso al presidente della Cei ed arcivescovo di Genova la «più sincera vicinanza e solidarietà» sottolineando che si tratta di «fatti gravi e deplorevoli» che «vogliono minacciare il libero pensiero della Chiesa. Le Istituzioni – ha concluso Schifani – hanno il dovere di condannare duramente e senza appello gesti inaccettabili come questo».

«Al cardinale Bagnasco va la solidarietà del governo. È chiaro la libertà della Chiesa è sotto attacco» ha aggiunto il ministro per l’Attuazione del Programma di governo, Gianfranco Rotondi.