“Liberate la domenica”. Cardinale Scola: “No solo lavoro, serve riposo”

Pubblicato il 4 Giugno 2013 11:48 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2013 11:48
"Liberate la domenica". Cardinale Scola: "No solo lavoro, serve riposo"

“Liberate la domenica”. Cardinale Scola: “No solo lavoro, serve riposo”(Foto LaPresse)

ROMA – “Liberate la domenica. Basta pensare solo al lavoro, l’Europa è stanca e serve riposo”. Il Cardinale Angelo Scola aderisce alla campagna “Liberate la domenica” lanciata da Confesercenti con il sostegno della Cei. La campagna, dallo slogan “Domenica sempre aperto? Ma anche no”, ha lo scopo di ritrovare “una vita a misura d’uomo“.

L’arcivescovo di Milano spiega a Il Giornale:

“Il riposo non può non avere una dimensione relazionale e sociale. Non ha senso che in una famiglia il padre riposi la domenica, la madre il giovedì e il figlio il venerdì. Non sarebbe un segno di civiltà. Da qui l’istanza di poter riposare in famiglia”.

Il cardinale Scola ha poi aggiunto:

“«Liberare la domenica è un impegno giusto e un’impresa giusta» dice Scola. «Si può studiare come farlo» aggiunge, citando i casi del Libano e di Israele. Il rispetto del sabato in Israele è universalmente noto, meno lo è il dibattito per aggiungere anche la domenica come giorno di riposo. Nella gran parte del Libano, compresa Beirut, il riposo è tradizionalmente stabilito nei giorni di sabato e domenica”.

A preoccupare Scola non è la sola salute degli italiani, ma di tutta l’Europa che “è stanca”, una stanchezza dovuta ala mancanza di equilibrio tra i diversi aspetti della vita:

“Sulla santificazione della festa, sul riposo, è in gioco il senso della vita nella sua globalità. La vita non è riducibile a una sola dimensione. Ci sono dimensioni costitutive dell’esistenza di ciascuno di noi che vanno sempre tenute presenti. Io di solito nella vita di tutti i giorni ne identifico tre: gli affetti, il lavoro e il riposo”.

Lavoro, affetti e riposo sono le parole chiave per ritrovare la strada smarrita contro la stanchezza, secondo Scola:

“Il riposo, la festa, hanno la funzione di riequilibrare il nesso tra lavoro e affetti. Un nesso non scontato. Basta riflettere sui nostri rientri serali, in cui la persona si mette in pantofole ed è se stessa”.