Libia, Gianluca Salviato libero: arrivato a Roma, era stato rapito a marzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 novembre 2014 9:57 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2014 12:04
Libia, Gianluca Salviato libero: arrivato a Roma, era stato rapito a marzo

Libia, Gianluca Salviato libero: arrivato a Roma, era stato rapito a marzo

BEIRUT – Gianluca Salviato è stato liberato nella notte tra 15 e 16 novembre. Il tecnico italiano era stato rapito in Libia il 22 marzo 2014 e non aveva con sé le medicine per curare il diabete, di cui soffre.

Nella notte Salviato è arrivato a Roma e in un comunicato la Farnesina ha dichiarato:

“Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale conferma la liberazione del connazionale Gianluca Salviato, giunto a Roma questa notte. grazie al lavoro di tutti gli organi dello Stato coinvolti”.

I parenti di Salviato sono partiti la sera del 15 novembre da Martellago, in provincia di Venezia, per raggiungerlo a Roma. La moglie Maria Scarpa, troppo emozionata per parlare non risponde ad alcuna domanda e delega alla sorella di Gianluca, Cristiana, ogni commento:

“Siamo felici è finito un incubo ora andiamo a riprendercelo, vogliamo vederlo per capire come sta anche se ci siamo parlati al telefono per tutta la notte e lui era felice perché si sentiva già a casa e ha detto di stare bene solo per questo”.

I parenti hanno ammesso di aver parlato con Salviato, ma non hanno rilasciato dichiarazioni. Salviato, secondo il timing indicato dai familiari, potrebbe far ritorno a Martellago in serata salvo indicazioni contrarie da parte della Farnesina o della magistratura, aggiunge Cristiana:

“Di certo c’è che appena saremo a casa lo porteremo a fare tutti gli esami clinici possibili per controllare il suo stato di salute e metterci finalmente il cuore in pace”.

L’agenzia Ansa riferisce che sono ancora quattro gli italiani sequestrati all’estero:

“Dopo la liberazione di Gianluca Salviato in Libia, a soli tre giorni da quella di Marco Vallisa sempre nel paese nordafricano, restano quattro gli italiani sequestrati all’estero e sulla cui sorte non si hanno più notizie in alcuni casi da mesi, in altri da anni: le due giovani cooperanti lombarde Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, scomparse in Siria dal 31 luglio 2014; il gesuita romano padre Paolo Dall’Oglio, sequestrato a fine luglio 2013 in Siria; il cooperante palermitano Giovanni Lo Porto, scomparso il 19 gennaio 2012 tra Pakistan e Afghanistan.

Su Greta e Vanessa le ultime informazioni risalgono al 20 settembre quando prima si e’ diffuso il timore che fossero cadute nelle mani dei jihadisti dell’Isis poi è arrivata la smentita di un quotidiano libanese vicino al movimento sciita Hezbollah, alleato del regime di Damasco. Secondo Al Akhbar le giovani cooperanti erano cadute in una trappola, rapite e poi vendute da un gruppo armato ad  un altro ma non erano in mano allo Stato islamico.

Naturalmente è difficile stabilire la vericidità della notizia anche perché il giornale non è imparziale. Anche su padre Dall’Oglio le ultime informazioni risalgono a settembre: secondo fonti che lavorano sul terreno per la sua liberazione, il gesuita sarebbe invece detenuto in una delle prigioni dell’Isis a Raqqa, da oltre un anno divenuta la roccaforte dello Stato islamico in Siria. Del cooperante palermitano Lo Porto si sono invece completamente perse le tracce da quasi tre anni”.