Stop del Viminale a nave con 1800 marocchini, fuori dalle nostre acque. “Pericolo terroristi”

Pubblicato il 15 Marzo 2011 11:23 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2011 12:44

ROMA – E’ partita da Tripoli alla volta dell’Italia con oltre 1.800 persone a bordo, quasi tutte di nazionalità marocchina, poi il Viminale ha dato lo stop. Il rischio, per il ministero dell’Interno è che gli extracomunitari, giunti in Sicilia, decidano di non ripartire proprio mentre Lampedusa si riempie di migranti e in poche ore sono arrivati 21 barconi e più di 1600 persone. “Non possiamo sapere se ci sono terroristi a bordo”, spiegano dal ministero.

La nave stracarica di immigrati è il traghetto battente bandiera marocchina ‘Mistral Express’, che risulta partito nel primo pomeriggio di ieri 14 marzo da Tripoli con a bordo 1.836 extracomunitari, oltre ad 83 uomini di equipaggio. Secondo le informazioni fornite dalla stessa unità, che ha chiesto di sostare nel porto siciliano di Augusta per fare rifornimento prima di ripartire alla volta del Marocco, si tratterebbe di 1.715 marocchini, 39 libici, 35 algerini, 26 egiziani, 7 tunisini, 6 maliani, 4 sudanesi, 2 sudanesi e 2 mauritani.

 Secondo alcune informazioni sarebbe stato lo stesso governo del Marocco a prendere in affitto la nave per riportare a casa i connazionali in fuga dalla Libia, ma in realtà non è ancora chiaro quali siano le reali intenzioni degli immigrati imbarcati. La nave è ferma, di traverso, di fronte il porto di Augusta (Sr) – ma sempre fuori le acque territoriali.

La vicenda ha intanto innescato la polemica politica. Il Pd, con Fiano, chiede che il governo ”fornisca chiarimenti”, mentre Rosato, che è anche membro del Copasir, si augura ”che Maroni non voglia dare subito pratica applicazione del metodo Le Pen che prevede l’invio sui battelli di acqua e cibo e l’allontanamento sempre e comunque delle navi dei migranti dalle nostre coste”.

Secondo il Pd, ”il rifiuto preventivo del Viminale di concedere l’attracco della nave ad Augusta sarebbe incomprensibile”, anche perche’ ”le norme internazionali ci impongono di verificare la presenza a bordo di persone che hanno il diritto di chiedere lo status di rifugiato”.