Licata, strage in famiglia: uccide fratello, cognata e i due nipotini, poi si toglie la vita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Gennaio 2022 9:30 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2022 12:52
Licata, strage in famiglia: tre persone uccise a colpi di pistola da un parente dopo una lite

Licata, strage in famiglia: uccide fratello, cognata e i due nipotini, poi si toglie la vita FOTO ANSA

Quattro persone, tra cui due bambini di 11 e 15 anni, assassinati in un’abitazione di via Riesi a Licata (Agrigento). Tutto nasce da una lite in famiglia scaturita dall’eredità e da alcuni terreni. Ed è proprio a margine della discussione che l’uomo ha estratto un’arma da fuoco uccidendo i suoi familiari. L’assassino si è poi tolto la vita.

La strage in famiglia a Licata

L’uomo prima ha ucciso quattro familiari, tra cui due minori di 15 e 11 anni, e poi si è suicidato. L’uomo, Angelo Tardino, 48 anni, ha ucciso con colpi di pistola il fratello, la cognata e due nipoti prima di fuggire. Braccato dei carabinieri ha deciso di togliersi la vita in una strada distante dal luogo della strage, in contrada Safarello. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, basata sulle testimonianze di alcuni vicini, la strage sarebbe stata originata da una lite in famiglia per motivi di interesse legati alla suddivisione di alcuni terreni dove coltivano carciofi. Le indagini sono coordinate dal Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio.

Il tentato suicidio mentre era al telefono con i carabinieri

L’uomo si è sparato mentre era al telefono con i carabinieri. L’assassino è stato rintracciato al telefono dagli investigatori, che erano ormai sulle sue tracce e che hanno cercato di convincerlo a costituirsi. Quando ormai l’uomo sembrava ormai incline ad arrendersi e raggiungere la caserma i militari hanno sentito al telefono uno sparo e hanno capito che il fuggitivo aveva provato il suicidio. I carabinieri pensavano in un primo momento che fosse deceduto dopo essersi sparato un colpo di pistola, ma successivamente hanno scoperto che l’uomo respirava ancora. Tardino, che è agonizzante, è stato intubato e trasferito in elisoccorso all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Le sue condizioni però erano gravissime ed è morto in ospedale poco dopo.