Licio Gelli: “Strage di Bologna è stato un incidente” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Ottobre 2015 14:10 | Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2015 14:10
Licio Gelli: "Strage di Bologna è stato un incidente" VIDEO

Licio Gelli: “Strage di Bologna è stato un incidente” VIDEO

BOLOGNA – La strage di Bologna è stato un incidente, non un attentato terroristico. A dirlo è Licio Gelli, ex maestro della loggia massonica segreta P2, che intervistato da Raffaella Fanelli per Tv Svizzera racconta quel 2 agosto 1980, quando l’esplosione alla stazione causò 85 morti  oltre 200 feriti. “Non c’era una bomba”, dice Gelli che a 96 anni parla di depistaggio e del fatto che in quegli anni

“l’esplosivo si trovava ovunque… Arrivava dalla Cecoslovacchia…lo si trovava anche nei supermercati. Chi lo trasportava si fermò a Bologna, da lì  doveva sicuramente prendere un altro treno. Non so per dove…  era il 2 agosto… L’esplosivo era avvolto nella carta… Poi qualcuno ha lanciato un mozzicone… Io lo facevo sempre quando fumavo”. 85 morti e più di 200 feriti per un mozzicone di sigaretta “c’è stato un surriscaldamento ed è esploso… perché la bomba, se c’era la bomba… qualche frammento si sarebbe trovato”.

Gelli continua dichiarando che la strage non fu mai rivendicata, indizio che si trattava di “roba straniera”:

“Nessun italiano avrebbe rischiato di uccidere un familiare, un amico o un conoscente”. Va ricordato che il 1980 fu l’anno dei licenziamenti alla Fiat, della marcia dei quarantamila, e anche dell’intervista di Gelli al Corriere della Sera realizzata da Maurizio Costanzo. L’articolo uscì otto settimane dopo la strage di Bologna e cinque mesi prima delle perquisizioni a Castiglion Fibocchi e a Villa Wanda che portarono alla scoperta della lista degli iscritti alla loggia massonica P2. Nella lista, con tessera numero 1819,  c’era pure il nome del noto giornalista. “Fu Maurizio Costanzo a darmi il soprannome di Burattinaio. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io risposi, il burattinaio… è meglio che fare il burattino”.