Lidl offerta speciale, assalto all’olio di semi, rissa per le bottiglie. Palermo, Italia

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 22 novembre 2018 8:56 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2018 11:06
Lidl fa offerta speciale, assalto all'olio di semi, rissa per le bottiglie. Palermo, Italia

Lidl offerta speciale, assalto all’olio di semi, rissa per le bottiglie. Palermo, Italia

ROMA – Lidl offerta speciale. In un supermercato della catena in quel di palermo. Offerta peraltro mica tanto speciale, abbastanza consueta: prendi due bottiglie al prezzo di una. Bottiglie di olio di semi.

Ed ecco che una strana febbre si diffonde tra la gente dentro quel punto vendita. Che febbre sia è difficile dire. Sta di fatto che la gente assalta, letteralmente assalta, il banco delle bottiglie d’olio. Carestia di olio per friggere nel capoluogo siciliano? No, evidentemente la febbre non può essere quella della carestia del genere alimentare. Di olio di semi Palermo e tutta Italia ne ha da friggerci la penisola intera e dintorni.

E allora febbre di che? Costano poco due bottiglie di olio di semi da Lidl. Due bottiglie al prezzo di una sono poi un affare, costano ancora meno. Ma non può essere febbre da indigenza, da miseria. Il risparmio per singola coppia di bottiglie afferrata sarà sui 2/3 euro, anche meno. Poca roba ma non pochissima per una clientela che da Lidl è molto popolare. Ma per due, tre euro o anche meno non ci si spinge, insulta. Per due, tre euro, anche meno il prossimo che ti sta a fianco diventa il nemico da battere?

Già perché questo succede nel supermercato Lidl di Palermo: un nutrito gruppo gruppo di normale gente e quotidiane persone combatte. Combatte ciascuno per se stesso e l’uno contro l’altro. Combatte certo per afferrare le bottiglie d’olio in offerta. Ma quella è solo la forma, non è la voglia, tanto meno il bisogno d’olio il vero sentimento dominante. La gente combatte intorno a quelle bottiglie in nome del prima io!

Prima io! La gente l’ha imparato. Prima io! La gente l’ha succhiato dal quotidiano pubblico come canone di comportamento. Prima io! La gente si sente in diritto-dovere di adottare questa etica pubblica ormai santificata dalla conduzione della cosa pubblica. Anche se non ha la più pallida idea di cosa sia l’etica pubblica e la cosa pubblica la ignora come concetto, la gente sa di sicuro istinto che… prima io!

E quindi nessuno in quel supermercato vuol subire l’affronto di arrivare secondo alle bottiglie. La ressa per lo sconto diventa rissa per la supremazia per obbedire, rendere omaggio, rendersi degni del prima io! Chi non è riuscito ad arrivare primo cerca di recuperare: si prende le bottiglie che l’altro aveva messo nel carrello. Non è furto, è il prima io, altrimenti sono un fesso e un perdente.

Viene da lontano, da molto lontano questa rissa al supermercato per l’olio di semi, ha radici molto profonde. E’ un piccolo episodio di cronaca che però inscena, squaderna, mostra gli effetti del valore dominante e predicato del prima io!

Ironia del caso: l’unica che non partecipa alla ressa/rissa e anzi si allontana con un mezzo sorriso di compassione verso i duellanti per l’olio e il primato è una donna velata. Una donna non della nostra cultura, una donna che viene da una cultura con altri valori. Una cultura, la sua, che sul tema dei diritti civili e delle libertà politiche e umane non senza ragione definiamo arretrata e incompleta. E, ironia del caso, questa donna in quel momento, in quel supermercato super palcoscenico del prima io è l’unica che ha un comportamento civile.