Lingua italiana dei segni: genitori dei bimbi sordi contrari

Pubblicato il 18 Aprile 2011 18:21 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2011 19:01

ROMA – Il Comitato Nazionale Genitori Familiari disabili uditivi dice no alla proposta di legge che, se venisse approvata, riconoscerebbe ufficialmente la Lingua Italiana dei Segni, con il risultato che i disabili uditivi italiani diventerebbero una minoranza linguistica con tutti i diritti conseguenti e i doveri da parte dello Stato di garantirli a scuola, nella sanita', negli uffici, in ogni occasione della vita sociale. I genitori dei bambini nati con disabilita' uditiva, i familiari e i disabili uditivi sono ''insorti, sostenuti dai medici, per contestare e respingere un'anacronistica e discriminatoria decisione poiche' i disabili uditivi non si sentono affatto appartenenti ad una minoranza linguistica, non usano i gesti per comunicare perche' negli ultimi decenni in Italia sono stati organizzati ottimi e innovativi servizi che forniscono gratuitamente a tutti la diagnosi precoce, la protesizzazione o l'impianto cocleare, la logopedia, gli ausili tecnologici, per mettere in grado i disabili uditivi di recuperare l'udito funzionale per poter parlare e comunicare nella lingua italiana orale''. ''Gli audiologi italiani, medici specialisti della sordita' – e' detto in una nota – sono a fianco dei genitori e dei disabili uditivi per difendere insieme un diritto di liberta': la liberta' di sentire e di parlare, la liberta' di essere autonomi non dovendo dipendere da interpreti gestuali o assistenti alla comunicazione, la liberta' di essere italiani a pieno titolo e di non essere identificati come una comunita' linguistica basata su una disabilita'''. Genitori, disabili uditivi e medici rifiutano lo stereotipo del ''sordo'' che non parla e che usa i gesti; rifiutano la scelta fortemente ideologica dell'identita' linguistica autoreferenziale e autoescludente quindi causa di emarginazione sociale e hanno chiesto audizione alla Camera. .