Lista Falciani, altri 351 nomi: Cavalli, l’ex rettore Guatri, Airoldi, Recchi…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2015 10:23 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2015 14:43
Lista Falciani, altri 351 nomi: Cavalli, l'ex rettore Guatri, Airoldi, Recchi...

Lista Falciani, altri 351 nomi: Cavalli, l’ex rettore Guatri, Airoldi, Recchi…

ROMA – Lista Falciani, altri 351 nomi: Cavalli, l’ex rettore Guatri, Airoldi, Recchi…. Dopo Valentino Rossi, Briatore, David Serra, il papà di Pippo Civati, sono stati pubblicati oggi altri nomi dei clienti segreti di Hsbc, la banca svizzera di cui l’ex funzionario Hervé Falciani ha rivelato l’elenco dei correntisti del 2007. Il consorzio giornalistico internazionale che li sta pubblicando (Le Monde in Francia, Guardian in Gran Bretagna, L’Espresso in Italia) ha aggiornato la lista.

Va ricordato che il solo fatto di aprire un conto in Svizzera non costituisce di per sé reato se non si omette di dichiararlo alle autorità fiscali e che nel frattempo sono intervenute misure di condono o di scudo (dei quasi 8mila conti metà sono stati svuotati a fine 2007, 1264 sono salvi perché scudati). Su Repubblica (articolo di Valentina Conte) e Fatto Quotidiano scorriamo qualche nome (ed eventuali relative giustificazioni).

Luigi Guatri, ex rettore della Bocconi, non ricorda ma ricorda però di aver aderito allo scudo. Roberto Cavalli, stilista, è titolare di un deposito che ammonta a 1,7 milioni di dollari. Luigi Maria Clementi, finanziere e presidente del gruppo turistico I Grandi Viaggi ha fatto rientrare nel 2009 134 milioni di dollari. I fratelli Pederzani, gioiellieri milanesi a Via Montenapoleone, con 10,3 milioni sul conto.

Poi il sondaggista Renato Mannheimer, l’amministratore delegato di Benetton Eugenio Marco Airoldi, il presidente di Telecom Italia (ex presidente Eni) Giuseppe Recchi, dell’imprenditore Giulio Malgara (uno dei padri dell’Auditel), Giancarlo Giammetti, collaboratore dello stilista Valentino Garavani, il costruttore Luigi ZuninoEnrico Ferrari (4,1 milioni), già presidente dell’Autodromo di Monza, il costruttore Bruno De Mico, Silvano Larini (noto ai tempi di Tangentopoli, confessò di custodire i conti svizzeri di Craxi), Manfredi Catella, immobiliarista di Hines Italia, Edoarda Vesl Crociani (15 milioni), vedova di Camillo Crociani, Ludina Barzini (7 milioni), Stefania Sandrelli (425mila dollari), Ornella Vanoni, Giulio BurchiDaniele Lorenzano (1,2 milioni) ex Fininvest, Giuseppe De Donno, ex colonnello del Ros, assolto per il caso per il mancato arresto di Bernardo Provenzano.

Non mette a fuoco, è il caso di dirlo, neppure Franco Gussalli Beretta, dirigente e azionista della celebre fabbrica d’armi bresciana (oltre 4 milioni sul conto), data la «complessità» del suo patrimonio e i numerosi consulenti che lo gestiscono. Di «lascito ereditario» parla Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli (gruppo Intesa), e comunque conto chiuso nel 2004. Non risponde Marina Nissim, vicepresidente e azionista del Bolton group (tonno Riomare e Borotalco), conto da 3 milioni di dollari.

Non commentano neanche i fratelli Abramo e Raffaele Galante che controllano la Digital Bros, azienda di videogiochi quotata in Borsa (due conti per un totale di 650 mila dollari). «Era un conto di famiglia (250 mila dollari, ndr), chiuso da anni e su cui l’Agenzia delle entrate non ha formulato rilievi», si giustifica il re dei panzerotti milanesi Luigi Luini. Collegato alle sue attività in Svizzera, motiva così il conto da 1,5 milioni Salvatore Mancuso, ex vicepresidente Alitalia e consigliere Enel. Insomma, una scusa buona per tutte le stagioni. Risultato: solo 190 presunti evasori, sin qui, denunciati alla magistratura. (Valentina Conte, La Repubblica)