Lite in sala parto, neonato ricoverato in coma: nuovo caso a Messina

Pubblicato il 20 Settembre 2010 14:30 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2010 15:49

Anora una lite in sala parto a Messina, e di nuovo un neonato ricoverato in coma farmacalogico nel reparto di Terapia intensiva neonatale del Policlinico della città. Il piccolo è nato una settimana fa, dopo una lite tra due medici nella Ginecologia dell’ospedale “Papardo”. Il diverbio – come quello avvenuto lo scorso 26 agosto per il caso del piccolo Antonio Molonia al Policlinico – è legato a diversità di vedute sulla scelta tra parto naturale e taglio cesareo per la puerpera 24enne, Ivana Rigano, già in avanzata fase di travaglio.

Due giorni fa i genitori del piccolo hanno deciso di sporgere denuncia e il sostituto procuratore ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti. Il neonato – nato di oltre 4 chili – è intubato e tenuto in coma farmacologico, nella Terapia intensiva neonatale del Policlinico dov’è stato trasferito d’urgenza subito dopo il parto naturale al Papardo: proprio per le sue dimensioni il piccolo sarebbe rimasto incastrato, al momento di venire al mondo, e quei secondi di mancanza di ossigenazione avrebbe creato lesioni cerebrali, ma anche agli arti.

Il parto è avvenuto dopo molte ore di travaglio della 24enne. La puerpera, alla sua prima gravidanza, era in attesa del taglio cesareo deciso dal ginecolgo Rosario Pino quando sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate ed il suo aiuto Saverio Esposito che avrebbero addiritura strappato i moduli del consenso già firmato dai genitori ordinando che si procedesse invece col parto naturale. I familiari di Ivana Rigano hanno reagito aggredendo il primario. La donna ha poi potuto partorire soltanto 4 ore dopo. Quando i familiari si sono resi conto delle sue gravi condizioni si sarebbero scagliati contro il ginecologo Rosario Pino, accusandolo di aver ritardato il parto.

Gli accertamenti sulla vicenda sono stati affidati ai carabinieri. Nella denuncia la puerpera Ivana Rigano, di 24 anni, e il marito Nicola Mangraviti, di 34, spiegano che il bambino ha sofferto per una mancata ossigenazione al cervello perchè nato con ritardo dopo ore di travaglio. I medici, secondo i genitori, avrebbero litigato su come procedere, se col cesareo o con il parto naturale.

Il ginecologo Rosario Pino sarebbe stato favorevole al cesareo, ma quando tutto sembrava pronto sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate e il suo aiuto Saverio Esposito, che hanno ordinato che si procedesse con parto naturale. Il bimbo è nato dopo quattro ore dal travaglio, e il padre, che dice di aver subito capito che il figlio aveva problemi, ha aggredito il primario. Soltanto tre settimane fa, il 26 agosto, al Policlinico di Messina era accaduto un caso analogo: altri due medici avevano litigato in sala parto, ritardando la nascita di un bimbo e provocando problemi al neonato e alla madre.

Non ci sarebbe stato nessun diverbio tra il primario di ginecologia del Papardo di Messina, Francesco Abate, e il medico Rosario Pino. Lo ha affermato in seguito il presidente dell’Ordine dei medici della città dello Stretto, Giacomo Caudo, che poco fa ha parlato al telefono con Abate. ”Il collega – spiega Caudo – smentisce qualunque lite e aggiunge che i parenti della partoriente hanno aggredito i medici. Ormai – conclude – in città si è diffusa una sorta di psicosi dopo la vicenda del Policlinico di Messina”, avvenuta il 26 agosto scorso, quando due medici litigarono in sala parto, lasciando senza assistenza una puerpera.