Lo Stato paga un tutor al boss Luigi Cimmino

Pubblicato il 14 Marzo 2010 14:18 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2010 14:18

E’ stato condannato per associazione a delinquere di stampo camorristico ed è ritenuto il promotore del clan attivo nel quartiere napoletano del Vomero. Ma Luigi Cimmino è titolare di una pensione di invalidità, con relativo assegno di accompagnamento perché non sarebbe capace di badare a se stesso. La vicenda è ora all’attenzione degli investigatori.

Infatti, a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica per accertamenti, è stato nel febbraio scorso il tribunale di sorveglianza che doveva notificare un atto a Cimmino. E così si é scoperto che l’uomo – che era il vero obiettivo dei sicari nell’agguato del 1996 nel quale rimase uccisa Silvia Ruotolo, una donna che era a passeggio con i figli – ha un tutore.

Luigi Cimmino è un nome che evoca ricordi sinistri in città. Era il bersaglio fallito dell’agguato di salita Arenella, che costò la vita all’innocente insegnante Silvia Ruotolo. La donna era andata a prendere il figlio a scuola e nei pressi di casa fu centrata da una pallottola vagante, diventando poi uno dei simboli della città che non s’arrende alla camorra.

Del boss, da due anni libero dopo aver scontato tutte le condanne, si è tornato a parlare in un’udienza del Tribunale di Sorveglianza. Lì si è scoperta la sua pensione di invalidità civile perché i giudici si sono trovati nell’impossibilità di notificargli l’obbligo di firma presso un posto di polizia perché l’ex boss ha un tutore, in quanto infermo di mente acclarato, e così a lui devono andare gli atti giudiziari.

Condannato a otto anni in via definitiva per 416bis, Luigi Cimmino è rimasto in cella al carcere duro, all’Aquila, dal 2001 al 2009. Un’altra sentenza risale ai tempi della “militanza” nel clan Alfano, quando divenne bersaglio nella sparatoria di salita Arenella del 1997. Entrambe assegnano a “Giggino” la capacità di reggere le redini di un clan, di stabilire equilibri, di gestire traffici criminali.

Eppure, nella pratica numero 755 del 2009 della municipalità Arenella-Vomero, servizio attività sociali ed educative, gli concede la pensione di inabilità e l’indennità di accompagnamento. «Al cittadino spettano anche gli arretrati a far data dal primo dicembre 2007», quando venne presentata l’istanza. Pensioni e arretrati sono a carico dell’Inps. Nulla di illegale, almeno per ora: sulla presunta follia del boss, si è espressa dal 2007 una commissione sanitaria.