Locatelli, il consigliere del ministro Speranza: “30% positivi dall’estero, ma dai migranti ruolo marginale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Luglio 2020 13:21 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2020 13:26
Coronavirus, Locatelli: "Un caso su tre dall'estero"

Coronavirus, stop ai voli dai Balcani (Ansa)

Il 30% dei casi di contagio in Italia è importato, va cioè attribuito all’arrivo di stranieri nel nostro Paese.

E’ il parere scientifico di Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, in pratica il consigliere in capo del Ministro della Salute Speranza sull’emergenza coronavirus.

Con il quale, ha evidentemente condiviso “la scelta di chiudere i voli dai paesi ancora a rischio”, ha dichiarato a QN. Come con la recente iscrizione nella blacklist dei paesi balcanici dove il contagio muove numeri ancora preoccupanti.

Locatelli: “Un terzo dei casi importato

I casi in Italia continuano ad assestarsi su una media di 180-200 giornalieri. E per Locatelli si tratta, appunto, per un un terzo di positivi importato dall’estero.

Importante, tuttavia, la precisazione di Locatelli che, in qualche modo, scagiona i migranti, i cui arrivi per mare si sono intensificati negli ultimi giorni.

“Ruolo migranti marginale”

“Resta marginale il ruolo dei migranti”, ha dichiarato. Quanto alla prevista seconda ondata, Locatelli invita a non drammatizzare. 

Ci sarà, ma avrà un impatto di gran lunga inferiore rispetto a quello del periodo nero tra febbraio e aprile.

“L’Italia ha imparato a fronteggiare l’infezione, il Paese adesso è più preparato e ciò potrà aiutare”.

Detto del 30% di contagi imputabili agli stranieri, per il restante 70% bisogna distinguere tra i vari cluster già noti (come a Bologna o in Veneto.

E i casi che giungono a referto solo casualmente, per esempio in occasione di ricoveri o interventi chirurgici (come a Cosenza).

“Abbassamento età media? Giovani rilassati”

Il problema dell’abbassamento dell’età media va invece attribuito a un certo rilassamento nell’applicare le misure di contenimento da parte dei giovani.

Un pensiero, corroborato dall’analisi scientifica, lo dedica alle tante vittime. 

“I morti che hanno ferito le nostre coscienze sono quasi tutti dovuti al Covid.

Per non parlare delle morti indirette di chi non ha potuto ricevere trattamenti tempestivi nelle settimane più difficili dell’emergenza”. (fonte QN)