Lodi, bimbi stranieri esclusi dalla mensa. Tribunale blocca Comune: “E’ discriminazione”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 dicembre 2018 23:10 | Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2018 23:10
Lodi, bimbi stranieri esclusi dalla mensa. Tribunale blocca Comune: "E' discriminazione"

Lodi, bimbi stranieri esclusi dalla mensa. Tribunale blocca Comune: “E’ discriminazione”

LODI – E’ “discriminatorio” il regolamento del Comune di Lodi che esclude i bimbi stranieri dalle mense scolastiche. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano che ha ordinato all’amministrazione comunale di modificare le regole, con un provvedimento che ha subito riacceso lo scontro politico.

“Salvini chieda scusa perché la condotta discriminatoria del sindaco leghista di Lodi è anche colpa della sua propaganda xenofoba”, ha detto il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, mentre il deputato della Lega Paolo Grimoldi ha annunciato che “andiamo avanti ad appoggiare la norma di buon senso”.

Il giudice Nicola Di Plotti ha accolto il ricorso contro il Comune di Lodi dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione e del Naga, rappresentate dai legali Alberto Guariso e Livio Neri. Nell’ordinanza il magistrato scrive che non esistono norme “che consentano al Comune di introdurre, attraverso lo strumento del Regolamento, diverse modalità di accesso alle prestazioni sociali agevolate” per i cittadini extra Ue.

Il sindaco leghista della città lombarda, Sara Casanova, infatti, con una delibera aveva previsto “specifiche e più gravose procedure a carico dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea”. Il regolamento non consentiva solo agli stranieri la possibilità di autocertificazione patrimoniale, tanto che per i genitori dei bimbi risultava difficile reperire la documentazione che accertava che non possiedono proprietà nel loro Paese d’origine e, dunque, non potevano accedere ai servizi.

Il regolamento, scrive il Tribunale citando i principi costituzionali di eguaglianza e pari dignità, introduce una “discriminazione diretta, essendo trattati diversamente soggetti nelle medesime condizioni di partenza e aspiranti alla stessa prestazione sociale agevolata”. Il giudice, quindi, ordina al Comune di modificare il regolamento “in modo da consentire ai cittadini non appartenenti alla Ue di presentare la domanda di accesso a prestazioni sociali agevolate mediante la presentazione dell’Isee alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani e Ue in generale”.

Anche le linee guida, varate a metà ottobre per correggere il regolamento, a detta del Tribunale, non eliminano “gli effetti di un provvedimento che introduce una disparità di trattamento”. Così, mentre il Comune valuta la possibilità di ricorrere contro la decisione del Tribunale, Maurizio Martina del Pd esulta: “Hanno vinto tutti i bambini, le loro famiglie, migliaia di cittadini che non si sono voltati dall’altra parte. Hanno perso i seminatori quotidiani di paure e intolleranza”.