Lodi, col coltello in tribunale prova a aggredire pm. Metal detector rotto… da mesi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Maggio 2015 14:17 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2015 23:58
Lodi, col coltello in tribunale prova ad aggredire pm. Arrestata

Lodi, col coltello in tribunale prova ad aggredire pm. Arrestata

LODI  – E’ riuscita a entrare in tribunale a Lodi con un coltello nascosto nella borsetta. E con quel coltello Rosa Maria Capasso, 38 anni e un lavoro nella scuola, ha cercato di aggredire, prima di venire arrestata, il pubblico ministero Alessia Menagazzo. Succede a Lodi nella tarda mattinata del 26 maggio e il pensiero corre subito a quanto accaduto qualche mese fa al Tribunale di Milano dove Claudio Giardiello riuscì ad entrare addirittura con una pistola e a compiere una strage. A Lodi tutto è stato possibile perché il metal detector non funziona. E non da oggi: è fuori servizio da mesi.

A Lodi il peggio è stato evitato grazie all’intervento di una funzionaria, del personale di polizia giudiziaria e carabinieri del nucleo operativo che ha permesso di bloccare la donna prima che riuscisse a prendere l’arma.

Nel corso della colluttazione per impedire che la donna estraesse il coltello per avventarsi contro il magistrato, un’altra donna di 52 anni è rimasta leggermente ferita ed è stata portata in ospedale. La pm, invece, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa sarebbe stata colpita con un pugno sulle spalle. Da una prima ricostruzione la donna, arrivata direttamente da Napoli con il coltello nella borsa, avrebbe prima messo le mani addosso all’assistente del Magistrato e sarebbe poi riuscita a colpire la pm prima di essere bloccata ed arrestata. Sembra che in nessuna fase dell’aggressione sia riuscita tuttavia a tirare fuori il coltello.

“E’ venuta per uccidermi” ha detto il pm decisamente sotto choc per l’aggressione. Parole che il pm riporta, attribuendole alla Capasso, nelle sue prime dichiarazioni successive all’arresto.

La riparazione del metal detector – è stato spiegato – compete al Comune di Lodi che però da tempo lamenta pagamenti arretrati di forti somme dal Ministero della Giustizia.

Dopo l’arresto il personale amministrativo ha immediatamente proclamato un’assemblea anche per denunciare il fatto che lo scanner per borse e bagagli a mano è fuori uso da diversi mesi.

E in serata si è scoperto il motivo dell’aggressione: a Rosa Maria Capasso, non le avrebbero accettato un figlio in una scuola lodigiana. Rosa Maria Capasso avrebbe sporto querela e non avendo ricevuto risposta dalla Giustizia nei tempi brevissimi in cui l’avrebbe voluta, sarebbe arrivata in tribunale per cercare di uccidere la pm che se ne stava occupando. Lo spiegano conoscenti della donna.

Intanto, è prevista per domani (mercoledì 27 maggio) l’udienza di convalida del fermo. Poi, il procedimento passerà in carico a Brescia, in quanto la parte lesa è un magistrato. Il procuratore capo della Repubblica di Lodi Vincenzo Russo sottolinea: “Verrà trattato come un atto urgente”.