Lombardia, troppi contagi: il 18 maggio negozi sì, ristoranti no

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2020 9:45 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2020 9:46
Lombardia, troppi contagi: il 18 maggio negozi sì, ristoranti no

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana (Ansa)

ROMA – C’è chi la chiama la Fase 3, chi quella della responsabilità.

Sta di fatto che il 18 maggio per le regioni italiane potrebbe essere l’inizio del rilancio dopo il via libera da parte del governo alle riaperture di ristoranti e negozi.

Ci sono, però, le inevitabili differenze, con governatori più cauti,.

Come Fontana in Lombardia, e quelli più spregiudicati, come Zaia in Veneto o Toti in Liguria.

Lombardia 18 maggio: negozi sì, ristoranti a giugno

In Lombardia resta altissima la concentrazione sulla lettura delle curve dei contagi.

E gli ultimi dati purtroppo non vanno nella direzione sperata.

La sensazione, considerando la prudenza del governatore, è che si adeguerà al via libera nazionale all’apertura dei negozi.

Ma non a quello su ristoranti e bar, non su parrucchieri e centri estetici.

Anche perché le Regioni restano in attesa delle linee guida sulle regole d’ingaggio nei luoghi di lavoro.

Distanziamento, orari di apertura scaglionati, impatto sul trasporto pubblico…

Lombardia, 614 contagi: doppio di ieri, metà del totale 

Le terapie intensive continuano a scendere, così come il numero degli attualmente positivi, e quello delle vittime si mantiene stabile e per il quarto giorno consecutivo è sotto le duecento, ma dopo giorni in calo è tornato a salire l’incremento giornaliero dei casi totali: 1.402 contro i 744 di ieri.

E’ vero che nel totale sono compresi 419 casi riconteggiati dalla Lombardia e riferiti alle settimane precedenti.

Però è anche vero che senza quelli c’è comunque un aumento di 239 casi a livello nazionale.

Inoltre, la Lombardia fa segnare in incremento di 614 casi, quasi il doppio rispetto a ieri e quasi la metà del totale italiano.

Fontana: “Entro giovedì, visti i dati, decideremo”

Prima di decisioni o provvedimenti si attendono comunque i dati sul contagio dei prossimi giorni e le “pagelle” che saranno stilate regione per region: così giovedì 15 maggio la Lombardia, la più martoriata dalla pandemia, darà una risposta – positiva o negativa – sulla riapertura di bar, negozi, ristoranti, estetisti e parrucchieri.

Entro giovedì penso di dare una risposta che sia positiva o negativa“, ha dichiarato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, a Mattino Cinque commentando l’accordo tra tra Governo e Regioni per le riaperture differenziate.

La verifica sulle misure imposte dal 4 maggio

“Dal 18 maggio i negozi riaprono per scelta del Governo, prima di allora noi dovremo ricevere le linee guida che devono essere inviate dal governo tramite l’Inail – ha chiarito Fontana -, a quel punto incroceremo le linee guida con i dati epidemiologici e avremo la possibilità a livello territoriale di fare valutazioni chiedendo eventualmente di riaprire qualche attività in più”.

“E’ ovvio che il nostro interesse sarà prima di tutto di valutare le condizioni e i numeri dell’epidemia” e ” prima di fare qualsiasi valutazione voglio vedere i numeri.

Se vanno come nelle ultime 2 settimane” con un contagio “in discesa e soprattutto tra qualche giorno inizieremo a vedere gli effetti della riapertura del 4 maggio.

E, fosse positivo, credo che si potrà pensare di riaprire qualche attività”, ha aggiunto il governatore. (fonte Ansa)