Lombardia aperta il 3 giugno, era meglio aspettare? Fa ancora il 69% dei contagi in Italia

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 30 Maggio 2020 9:37 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2020 9:37
Lombardia aperta il 3 giugno con tutte le altre regioni, era meglio aspettare? Fa ancora il 69% dei contagi in Italia

Lombardia aperta il 3 giugno, era meglio aspettare? Fa ancora il 69% dei contagi in Italia (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Siamo certi che sia giusto riaprire i confini della Lombardia il 3 giugno? I numeri del 29 maggio danno forza al dubbio, espresso esplicitamente da Walter Ricciardi.

Venerdì 29, infatti, la Lombardia ha fatto ancora segnare quasi il 70% dei nuovi contagi di Coronavirus in Italia: per l’esattezza il 68,6%.

I dubbi di Ricciardi

Sentite cosa dice Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Speranza e docente di Igiene alla Cattolica, in una intervista a La Stampa:

“Il trend generale è sicuramente positivo, e stanno andando nella giusta direzione anche regioni come Liguria e Piemonte. I numeri della Lombardia inducono però ancora alla prudenza”.

Poi esplicita il concetto:

“dove la circolazione del virus è ancora intensa bisogna essere prudenti, quindi per la Lombardia un po’ di attendismo non guasterebbe. Ma le mie sono considerazioni scientifiche, poi spetta alla politica decidere in base ad altre considerazioni sociali ed economiche”.

I nostri sistemi sanitari regionali sono pronti alla sfida delle tre T: tracciare, testare e trattare? “Diciamo che la situazione è molto eterogenea. Sulla prima T un po’ di ritardo c’è stato, perché il tracciamento deve essere sia tecnologico, e la app deve ancora partire, sia manuale. Sulla seconda T si è potenziato il fuoco dei test diagnostici, che viaggiano da tempo al ritmo di circa 70 mila al giorno. Sui trattamenti abbiamo fatto grandi passi avanti con le cure precoci. E poi sappiamo che dobbiamo riporre più attenzione a diabetici, ipertesi, persone sovrappeso. In base alle nuove conoscenze stiamo imparando a convivere con il virus. Ma non dobbiamo abbassare la guardia”.

Quanto al ‘patentino di immunità’ richiesto dalla Sardegna, “di per sé è un’idea affascinante, ma non è attuabile – spiega Ricciardi – Se parliamo dei test diagnostici rapidi non hanno ancora dimostrato di poter rilevare con sicurezza la presenza del virus nell’organismo. Riguardo i test sierologici invece non sappiamo se gli anticorpi siano effettivamente neutralizzanti e quanto eventualmente possa durare la loro azione protettiva”. Rischio di una seconda ondata in autunno? “Solitamente accade per tutti i virus che colpiscono le vie respiratorie. Per questo non dobbiamo farci cogliere impreparati”.

Lombardia, quasi 69% dei nuovi casi in Italia

Sono 352 i nuovi positivi in Lombardia, il 68,6% del totale in Italia, per un totale di 88.537 contagiati, con 14.078 tamponi, dato in linea con quello di ieri, 28 maggio, quando i nuovi casi erano stati 382 con 15.507 tamponi effettuati.

Il rapporto positivi-tamponi giornalieri è 2.5%. I nuovi decessi sono 38 per un totale di 16.012 morti in regione mentre ieri erano stati 20. (Fonti: Ansa, La Stampa)