Lombardia, ecco dove non nasceranno più bambini: Angera, Ondoli, Piario…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 dicembre 2016 12:45 | Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2016 12:45
Lombardia, ecco dove non nasceranno più bambini: Angera, Ondoli, Piario...

Lombardia, ecco dove non nasceranno più bambini: Angera, Ondoli, Piario…

MILANO – Angera, Ondoli, Piario sono solo alcuni dei Comuni in Lombardia dove non nasceranno più bambini. Il motivo è la chiusura dei reparti di maternità degli ospedali come ordinato da Roma, ma i cittadini sono pronti a dare battaglia. Nel paese di Angera l’ospedale Ondoli sembra avere i giorni contati, ma le mamme hanno deciso di protestare occupando il reparto chiuso. Non si tratta dell’unico ospedale in cui si avviano proteste per la chiusura dei reparti di maternità: nella stessa situazione sono anche il Locatelli di Piario (Bergamo), l’Oglio Po di Casal Maggiore (Cremona) e al Broni-Stradella (Pavia). I prossimi a rischio chiusura poi saranno uno a scelta, dell’assessorato alla Sanità, tra il Moriggia Pelascini di Gravedona e Chiavenna, entrambi in Valtellina.

Simona Ravizza, in un servizio in cui ha collaborato Roberto Rotondo, scrive sul Corriere della Sera che i cittadini sono pronti a protestare e ad occupare i reparti, ma il governatore della Lombardia Roberto Maroni è stato costretto a cedere alla pressione di Roma:

“Il primo a chiudere è il punto nascita dell’ospedale di Angera, gli altri seguiranno a breve. Venerdì, 9 dicembre, è arrivata la lettera sul futuro dei reparti di Maternità che i vertici della Regione aspettavano da giorni. L’unica chance per continuare a fare nascere lì i bambini era quella di ottenere un’autorizzazione speciale dal ministro Beatrice Lorenzin.

Le norme in vigore, infatti, non danno scampo: un provvedimento del governo, il cosiddetto Piano per la riorganizzazione dei punti nascita predisposto addirittura nel 2010 dall’allora ministro Ferruccio Fazio, prevede la chiusura definitiva dei centri dove si effettuano meno di 500 parti all’anno. Rinviato negli anni tra resistenze e campanilismi, ora il decreto dev’essere applicato, salvo in caso di deroga: il governatore Roberto Maroni un po’ ci sperava, in nome dell’eccellenza lombarda (anche se sapeva che le probabilità erano basse). Ma i giochi adesso sono chiusi: non c’è nulla da fare — è la risposta di Roma — per l’Ondoli di Angera (401 parti l’anno), il Locatelli di Piario (424), l’Oglio Po di Casal Maggiore (401) e il Broni-Stradella (457)”.

Il ministro Lorenzin ha mantenuto una porta aperta, con l’ospedale di Sondalo, in provincia di Sondrio, che per ora è salvo:

“«Per Sondalo — scrivono gli esperti del Comitato percorso nascita nazionale — la richiesta di deroga è da accogliere per la situazione di disagio orografico (presenza di rilievi montuosi, ndr), documentato dalla distanza superiore a un’ora anche in condizioni ottimali tra molti Comuni del bacino e gli ospedali alternativi, e dall’altezza sul livello del mare dei paesi che condiziona significativamente l’aumento dei tempi di percorrenza nella stagione invernale». Lo stesso vale per Chiavenna e Gravedona, ma in alternativa”.