Lombardia e mafia: “patto di legalità” per i cantieri della Pedemontana

Pubblicato il 20 Gennaio 2011 6:06 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2011 10:11

Un protocollo di legalità antimafia per il monitoraggio dei lavori di realizzazione della Autostrada Pedemontana Lombarda. Il documento è stato firmato dai prefetti di Bergamo, Como, Varese e dalla stessa concessionaria autostradale più da CAL, Concessioni autostradali lombarde, la Spa mista Anas-Regione Lombardia. L’obiettivo è garantire che la realizzazione dell’opera che rivoluzionerà i collegamenti nel territorio sia preservato da influenze delle criminalità organizzata.

Tracciabilità finanziaria, controllo dei pagamenti sia per gli appalti sia per i subappalti, uso di un conto corrente unico, monitoraggio delle forze dell’ordine, rispetto delle norme di sicurezza e della regolarità dei cantieri sono i diversi elementi che compongono il protocollo.

Vigilare perché la partita in gioco è delle più appetibili. La realizzazione della nuova autostrada prevede solo per i lavori un investimento di 3,3 miliardi di euro. Una torta che per la criminalità organizzata appare più che appetibile, secondo l’ad di Autostrada Pedemontana, Salvatore Lombardo: “Siamo molto attenti, non vogliamo assolutamente avere niente a che fare con le mafie. Si tratta di una firma per garantire la legalità nella costruzione della più grande opera infrastrutturale che toccherà il territorio lombardo. Uno strumento – ha aggiunto – per contrastare meglio gli eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa e per controllare e verificare il rispetto delle norme di sicurezza e la regolarità dei cantieri al lavoro”.

Il primo lotto di opere è già stato assegnato e i cantieri sono aperti da tempo, adesso in gioco c’è l’assegnazione del secondo lotto: una gara da 2,3 miliardi a cui hanno partecipato 5 grandi cordate che rappresentano alcune tra le più importanti imprese nazionali e internazionali: in particolare il Consorzio Pedelombarda con Impregilo come capogruppo accompagnata da CCC, Astaldi, Pizzarotti e Itinera; poi la Salini Costruttori insieme a Vianini Lavori e Todini Costruzioni; quindi il Consorzio stabile SIS con gli spagnoli della Sacyr;  non manca la Tecnimont come capogruppo insieme alla Società italiana per Condotte d’Acqua; infine la Strabag come capogruppo affiancata da Fincosit e la Maltauro.

Ma il pericolo delle infiltrazioni mafiose è strisciante e riguarda più in generale il tema dei subappalti in cui non sempre è facile individuare le aziende colluse con la criminalità. Tanto che Pedemontana ha organizzato la presenza in cantiere di rappresentanti delle forze dell’ordine in incognito per verificare la regolarità non solo delle imprese ma anche delle persone che effettivamente vi lavorano ed evitare che ci sia personale non identificato.